domenica 23 dicembre 2012

di belle esperienze e...biscotti speziati per l'albero

























Eccomi!! Sono passati troppi giorni dall'ultimo post, ma il periodo è stato intenso. Ho tenuto un corso di cucina e ho anche preparato un piccolo rinfresco per il vernissage di una mostra presso la galleria di un mio amico.
Ma prima di parlavi di queste due cose, volevo condividere con voi un'altra bellissima esperienza che mi ha permesso di incontrare Laura.
A metà novembre un amico mi segnala un link del Gambero Rosso relativo alla selezione per un casting. Si chiede di mandare una foto e spiegare cos'è per me la cucina. Con non molta titubanza, alla fine preparo l'e-mail e la invio. Inaspettatamente, dopo circa 10gg mi arriva una risposta con l'invito a presentarmi dopo 4 giorni a Roma presso gli studi del Gambero Rosso.
Mi dicono di portare con me gli ingredienti per la preparazione di una ricetta che dovrà essere veloce in quanto avrò solo 15 minuti di tempo.
Ripresami dallo shock, cerco di organizzare le idee e il viaggio considerato che, spostarsi da questo lembo periferico dell'antico impero romano, è cosa assai complicata, soprattutto se si decide di farlo in treno per non avere restrizioni riguardo i trasporti di liquidi e affini, relative all'aereo.
La ricetta che decido di preparare è questa qui e, non avendo nessun tipo di riferimento a Roma, penso di portarmi perfino le erbe aromatiche (intendo i vasetti direttamente con le piantine!!!).
Così, per la prima volta nella mia vita, prendo un treno dalla Sicilia per spostarmi in continente, ma soprattutto opto per la cuccetta, in modo da viaggiare la notte e trovarmi l'indomani direttamente a Roma. Su questa "meravigliosa" esperienza soprassiedo per il momento, inutile dirvi che è stato un incubo di sporcizia, rumore, cattivo odore, una notte infernale durata 12 ore.
Prima di partire avevo contattato 2 blogger che sapevo romane, Laura e Sabina. Con la gentilezza e la simpatia che le contraddistingue, si sono subito messe a disposizione e soprattutto si è cercato di organizzare un incontro a cui però Sabina non ha potuto partecipare perchè super impegnata.
Passata in albergo per riposare un po' e lavarmi via la puzza del treno, alle 12 mi presento agli studi del Gambero Rosso e dopo un'ora di attesa, arriva il mio turno. Non ricordo bene tutti i nomi delle persone che gentilmente mi hanno accolto, forse una signora da un bel sorriso si chiama Francesca.
Io ero completamente nel pallone, anche se sono stati bravissimi a cercare di mettermi a mio agio.
Nonostante l'ansia da prestazione, ero comunque ridente e sorridente e cercavo in tutti i modi di superare la mia timidezza e la tensione.
Ho un video della performance ma forse andrebbe rivisto...e poi mi vergogno un po'...va beh vedremo!!
A tutt'oggi non ho avuto nessuna notizia a riguardo, ma ho trovato l'esperienza comunque positiva! E poi è stata l'occasione per abbracciare, non più virtualmente, Laura! Ecco la testimonianza
io e laura




















Il 15 dicembre ho tenuto un corso di cucina che ho intitolato, "Profumi d'inverno, menù con agrumi e spezie":
-Vellutata di zucca alla cannella con mandorle profumate all'arancia
-Vellutata di broccoli alle spezie con quenelle di ricotta all'arancia e sesamo nero
-Lasagne agli spinaci, ricotta speziata e zafferano
-Arrosto agli agrumi
-Riso pilaf speziato
-Muffins alle mele e zenzero
-Biscotti speziati per l'albero
Mi sono divertita un mondo! Le allieve erano 10, tutte  attente e garbate. Sono rimaste contente e questo per me è stata la cosa più importante.

vasetti di sale agli agrumi bucciadilimone handmade


















                                                  momento creativo1

momento creativo2

vellutata di broccoli

arrosto agli agrumi e riso pilaf



vellutata di zucca


ringraziamenti




















Del piccolo rinfresco in galleria (piccolo si fa per dire, ho lavorato 3 giorni pieni) ne parlerò un'altra volta.
Intanto vi auguro                      
                                                            BUON NATALE

e vi lascio la ricetta di questi biscotti, semplici e profumatissimi



Biscotti speziati per l’albero

350g di farina 00
100g di miele
100g di zucchero di canna
100g di burro
un uovo
sale
1/2 cucchiaino raso di bicarbonato
1 cucchiaino di cannella
1/3 di noce moscata
1 cucchiaino di zenzero
2 bacche di cardamomo
2 chiodi di garofano
latte + zucchero a velo
codette e perline di zucchero per decorare
nastrino

Pestare nel mortaio le bacche di cardamomo e i chiodi di garofano. Nel mixer mettere tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto bricioloso. Metterlo in una spianatoia, compattarlo con le mani e avvolgerlo nella carta forno. Lasciate riposare per almeno un’ora.
Preriscaldate il forno a 160°C. Stendete l’impasto a uno spessore di 1/2 cm e ritagliate i biscotti secondo vostro gusto, spennelateli leggermente con del latte a cui avrete aggiunto un po’ di zucchero a velo. Attaccate le decorazioni e infornate.
Dopo 10/15 minuti saranno pronti. Sfornate e praticate subito, prima che si raffreddino, un buco con una cannuccia o con uno spiedino, così da poter passare agevolmente, una volta raffreddati, un nastrino con cui li appenderemo all’albero.

venerdì 30 novembre 2012

pizza addicted e...pizza con pomodorini, rucola e crescenza





















Uno dei miei problemi è il mio sviscerato amore per la pizza, quella buona, ovviamente.
Ho la fortuna di avere dell'arzillo lievito madre ormai da molti anni. All'inizio lo usavo prevalentemente per fare il pane, poi scoprii l'uso del lievito madre per la pizza e lì iniziò la fine.
Ogni rinfresco, circa ogni settimana, è Pizza. Il pane non lo faccio più, in compenso sforno almeno 2 teglie grandi di pizza di cui una riesco a mangiarla nell'arco di 24 ore: comprenderete la drammaticità?
A qualsiasi ora del giorno prendo un pezzetto di pizza, che sia a colazione, a pranzo, a merenda, a cena,   per la buona notte... L'altra teglia la distribuisco tra gli amici ma solo perché ancora alberga in me, non tanto la generosità, quanto un minimo di amor proprio :-))))
A voi la versione con pomodorini, pochissima mozzarella con aggiunta, appena sfornata, di "fiocchi" di crescenza e rucola.
Nell'ultima settimana ho fatto una bella esperienza di cui vi racconterò nel prossimo post che spero di scrivere con più calma. Adesso vado di fretta, vi posso solo anticipare che ho conosciuto una delle mie blogger preferite e...al prossimo post!!
Intanto approfitto per ringraziare Vale di Una fetta di Paradiso per avermi donato un premio davvero carino. Grazie!!

Pizza con pomodorini, mozzarella, crescenza e rucola

300 g di farina 0
150 g di lievito madre rinfrescato la sera prima
acqua
sale
olio evo

700g di pomodorini
basilico
150g di mozzarella
200g di crescenza
1 mazzetto di rucola


Sciogliete in una grande ciotola il lievito madre con dell'acqua tiepida e il sale (a differenza del lievito di birra, il lievito madre non patisce il contatto diretto con il sale). Aggiungete la farina e tanta acqua da ottenere un impasto molto morbido, molle. Unite dell'olio, circa un cucchiaio abbondante e lavorate affinchè non si sia ben amalgamato. Coprite e lasciate riposare nel forno spento ma con la luce accesa e un pentolino d'acqua bollente. Aspettando il raddoppio dividete i pomodorini a metà e conditeli con un giro d'olio, basilico e un pizzico di sale.
Preriscaldate il forno al massimo della temperatura. Nel frattempo ungete la teglia e sistemate la pasta aiutandovi con le mani che avrete leggermente unto. prendete i pomodorini e la mozzarella e sistemateli per bene. Fate riposare una ventina di minuti e infornate nella parte più bassa del forno. Dopo 20 minuti dovrebbe essere pronta, dipende dal proprio forno. A questo punto lasciate riposare qualche minuto e arricchite con piccoli ciuffetti di crescenza e abbondante rucola.


venerdì 23 novembre 2012

un'altra ciambella e...un altro corso di cucina





















Motivo per cui faccio fatica ad aggiornare il blog negli ultimi tempi è che sto provando delle ricette per un altro corso di cucina che terrò il 15 dicembre. Stavolta avrà una connotazione più invernale e ho pensato ad un menù speziato e agrumato. In effetti, se devo pensare al profumo dell'inverno penso all'aroma delle arance, del miele,  della cannella e dei chiodi di garofano di alcuni dolcetti tipici del Natale.
Però il clima spariglia le carte, io ancora trovo le pesche e invece non trovo ancora delle belle arance e i limoni che hanno il colore verde dell'estate e risultano non particolarmente succosi...mah!
Quindi spero di poter condividere con voi il menù del corso, di essere più puntuale nell'aggiornameto del blog e...poi ci sarebbe un'altra novità, ma vi lascio con un po' di suspense e intanto vi do la ricetta di questa torta che prevede l'erba cedrina al posto dei limoni che hanno la buccia amara e poco profumata.

Ciambella alle pesche e erba cedrina

300g di farina 00
150g di mandorle non pelate
300g di pesche noci più una per la decorazione
un mazzetto di erba cedrina
150g di zucchero
80g di burro
3 uova 
1 bustina di lievito
sale 
pepe di Sichuan (facoltativo)

Montare le uova, con un pizzico di sale e lo zucchero fino a quando non risultano chiare. Preriscaldare il forno a 180°C. Fare a pezzetti la frutta a cui aggiungere l’erba cedrina tritata.
Al composto d'uova aggiungete la farina setacciata con il lievito e le mandorle tritate grossolanamente. Amalgamate e aggiungete il burro fuso e la frutta a pezzetti.
Imburrate uno stampo a ciambella di 24cm, versatevi il composto e infornate per 35 minuti, beh, dipende sempre dal vostro forno.

lunedì 12 novembre 2012

di autunno torinese e...ciambella alle prugne con mandorle e cannella























Eccomi! Ancora troppo latitante sulle pagine di questo blog. Sono da qualche giorno arrivata a Torino, città che adoro, tra le colline dai colori bruni, arancioni, gialli per il foliage autunnale e in lontananza le alpi con le cime bianche. Oggi è una bella giornata di sole, leggermente freddina, dopo tre giorni di pioggia incessante. Proprio questa bell'aria autunnale mi ha ispirato a postare questa ricetta che avevo preparato qualche giorno prima di partire, con le ultime prugne della stagione (le prugne a novembre è uno scherzo del clima impazzito o è sempre stato così?), la scorza delle prime arance appena spuntate sull'albero e le mandorle del raccolto di quest'estate.
L'ho preparata senza burro, ma con un vasetto di yogurt. É rimasta un po' asciuttina, ma a me non è dispiaciuta.

Ciambella alle prugne, con mandorle e cannella

150g di farina integrale
150g di farina 00
150g di mandorle non pelate tritate grossolanamente
20 g di mandorle a lamelle per la decorazione
150g di zucchero di canna
300 g di prugne già a pezzetti + qualcuna per la decorazione
1 cucchiaio abbondante di zucchero di canna e 2 cucchiaini abbondanti di cannella
150g di yogurt
la scorza grattugiata di un'arancia
3 uova
1/2 bustina di lievito per dolci
sale

Accendete il forno a 170°C. Montate le uova con i 150g di zucchero e il pizzico di sale. Aggiungete lo yogurt e mischiate per bene. A questo punto cominciate ad aggiungere le farine setacciate con il lievito, le mandorle tritate grossolanamente, la scorza grattugiata dell'arancia e infine le prugne a pezzetti. Mischiate per bene e se dovesse risultare un po' troppo asciutta, aggiungete un po' di latte.
Ungete una teglia a ciambella di 24 di diametro, versate il composto, livellate il composto e rifinite con le prugne messe da parte, le mandorle a lamelle e cospargete il tutto con lo zucchero e la cannella. Infornate per circa 35 minuti.
Il profumo che si spanderà per casa sarà delizioso tanto quanto la torta!!

lunedì 22 ottobre 2012

il mio primo corso di cucina e...arrosto di maiale alla lavanda























In un pomeriggio quasi pigro di questo autunno che porta il profumo di nocciole e cannella di una torta messa in forno, delle canzoni francesi che volteggiano nell'aria di questa casa in campagna, costretta a subire le folate di un vento ostinato e violento,  che sembra portarsi via pure il tetto.
In una condizione di quasi tranquillità (cosa che non accadeva da una vita) ho pensato di rendervi partecipi di alcune cose che ho fatto in questi ultimi mesi…tranquilli, finalmente qualcosa di positivo, non è che posso sempre lagnarmi di tutto!!!
Del lavoro presso la mostra di pittura del maestro Sandro Bracchitta vi avevo già fatto cenno qui, ma non vi avevo ben raccontato di un'altra folle avventura.
A luglio ho tenuto un corso di cucina sull'uso dell'erbe aromatiche (mia vera fissa) e delle spezie su invito dei ragazzi di Bauz. In un giorno di caldo torrido, una twingo verde con un'ammaccatura sul lato sx, arriva carica di piante aromatiche, barattolini, pentole, fidati e prodi utensili per cucina, da cui la sottoscritta non si separa mai, davanti all'ingresso di un grazioso locale di Ragusa alta. Prima Classe è il nome di questo ritrovo, difficile da definire in una categoria precisa: è un luogo in cui a qualsiasi ora puoi mangiare, bere giocare, prendere un tè,  Di quei luoghi in cui vai perché è come sentirsi a casa, in un'atmosfera tranquilla e rilassata. Tenere un corso è stata un'esperienza decisamente divertente anche se si trattava della mia prima volta: ero decisamente nel panico ma poi, una volta che mi sono messa a parlare di ciò che amo, a muovermi tra coltelli, pentole, verdure etc. etc.per magia tutta la tensione è sparita. Gli allievi sono stati bravissimi e soprattutto il 'padrone di casa' Peppe, ha contribuito parecchio a mettermi a mio agio grazie alla sua disponibilità.
Alcune delle ricette proposte le conoscete già in quanto pubblicate, altre invece non erano mai state cucinate/ fotografate per finire sul blog e presto le ritroverete nei prossimi post
Pasta ai pomodorini confit alla vaniglia
Purè di patate e carote allo zenzero
Vellutata di piselli e zucchine con mandolrle e santoreggia
Crumble di pesche al rosmarino

Arrosto di maiale alla lavanda

600 g di filetto di maiale
1 cipolla piccola o 3 scalogni
1 bicchiere abbondante di vino bianco
1/2 bicchiere di latte
1 cucchiaino di maizena
qualche rametto di timo
1 cucchiaino abbondante di fiori di lavanda secchi
olio evo
sale grosso
pepe in grani
qualche mestolo di brodo

Ungere d'olio aiutandosi con un pennello il pezzo di carne. Strofinarlo con il sale e il pepe e rosolare per bene con un po' d'olio in un tegame. Accendete nel frattempo il forno e impostate a 180°C.Terminata l'operazione di rosolatura togliere il maiale e metterlo da parte, al caldo. Nel tegame mettete un po' d'olio, aggiungete i fiori di lavanda, il timo, la cipolla tritata o gli scalogni e sfumate con il vino. Sistemate l'arrosto in una teglia, aggiungete il fondo e mettete in forno. Dopo 15 minuti girate il pezzo di carne e se il fondo risultasse molto asciutto, aggiungete del brodo. Proseguite per altri 20 minuti. La carne dovrebbe risultare cotta quando, praticando con uno stecchino un piccolo foro, il succo che fuoriesce  risulterà trasparente. Avvolgete il pezzo di carne nella carta d'alluminio. Dalla teglia recuperate il fondo, frullatelo con il minipimer, mettetelo in un pentolino e aggiungete il latte in cui avrete sciolto il cucchiaino di maizena. Addensate e mettete in una ciotola.
Prendete l'arrosto che nel frattempo si sarà intiepidito e tagliatelo a fette non troppo sottili che disporrete in un piatto di portata, irrorandolo con un po' del fondo ristretto. 


Queste alcune foto del corso
indovinate chi è
la brava allieva


il maiale




pomodorini alla vaniglia

crumble di pesche






















































Se avete notato ho cambiato il numero che riguarda la mia età nel profilo su a destra già da  15 giorni. Ecco, diciamo che non so se annoverarlo tra le cose positive accadute negli ultimi tempi ma tant'è!! Siccome si tratta di qualcosa di ineluttabile, tanto vale prenderla bene!!!


martedì 16 ottobre 2012

autunno in campagna e...pane alle nocciole per il world bread day 2012

























Questi ultimi giorni sono stati funestati da piogge torrenziali e piccole trombe d'aria che hanno fatto vittime vegetali, tra cui un mandorlo, il cui rosa del periodo della fioritura, allietava la mia vista quando mi affacciavo alla finestra. Da noi è finalmente arrivato l'autunno. L'aria è più fresca e umida, forte è l'odore di terra bagnata, sovrasta i profumi delle piante aromatiche. La luce del giorno è meno intensa, sembra spegnersi gradatamente ogni minuto che passa per terminare in quegli splendidi tramonti che solo in autunno sembrano carichi di colori e striature indescrivibili. Arriva poi il buio della sera, si comincia ad accendere la luce elettrica (o le candele se vi è qualche guasto alla centrale). Tutto sembra incamminarsi, in un trionfo di bellezza dai colori caldi dell'arancio, del marrone, del verde muschio, verso la stagione silenziosa, anche nei colori, dell'inverno. Le infinite sfumature di verde delle piante sembrano più nitide, i fiori violacei delle salvie, e, quelli dal colore meno intenso dei rosmarini, spiccano nella loro fierezza. Il verde delle foglie della vite cede, di giorno in giorno, il passo al rosso bruno, prima di accartocciarsi e volare via al primo leggero soffio di vento.
Con la memoria vado indietro nel tempo e ricordo l'autunno durante il mio periodo piemontese, nei fine settimana langaroli. Le colline così care a Pavese, ricchi di filari di vite lasciavano ogni tanto spazio a quei buffi cespuglioni che sono gli alberi di nocciole.
L'odore della stufa a legna si mischiava a quello più accattivante di una buona torta di nocciole o di semplici biscotti arricchiti da croccanti scaglie di questo frutto di cui sono ghiotta...ma questa è un'altra storia.
In memoria del periodo piemontese ho pensato di postare la ricetta di questo pane dato che oggi è pure il world bread day 2012

Pane semi integrale alle nocciole e miele

300 g semola grano duro
300 g farina integrale
300 g lievito madre
200 g di nocciole
1 cucchiaio di miele
acqua q.b.
un cucchiaio d'olio
sale

Sciogliete il lievito madre in un ciotola con l'acqua appena tiepida. Unite il miele, il sale e lasciate riposare una decina di minuti.
Sulla spianatoia mischiate le farine e mettetele a fontana. Al centro mettete la pastella e cominciate a impastare. Aggiungete acqua fino ad avere un impasto non troppo sodo. Unite le nocciole precedentemente tritate grossolanamente e l'olio. Lasciate riposare fino al raddoppio. A quel punto riprendete l'impasto e procedete con le pieghe del primo tipo e formate dei filoni. Lasciate riposare sempre in luogo tiepido, direttamente sulla teglia che andrà in forno per circa mezz'ora.
Accendete il forno a 200 °C. Infornate il pane mettendo una ciotolina d'acqua sul fondo del forno.
Cuocete per circa 20 minuti.
 






mercoledì 3 ottobre 2012

lost in tra...sloco e pain perdu con pesche, nocciole e rosmarino




























 ho pensato di postare questa quasi "non ricetta" che dalle mie parti, in dialetto, si chiama "pani persu".
Come accennavo già nel titolo del post, sono stata totalmente assorbita da un trasloco, che ha avuto le sue complicazioni di tipo logistico, ha comportato anche una grande fatica fisica di cui schiena e gambe ringraziano. É un trasloco che ha avuto anche delle inevitabili implicazioni di ordine emotivo e qui ritorna la parola "perso o perduto" che rimanda a qualcosa d'importante che non abbiamo più. Posso dire che negl'ultimi due anni ho perso parecchie cose: degli affetti importanti, amicizie e non ultimo il lavoro, insomma un periodo difficile. La perdita, di qualsiasi natura essa sia, ti porta comunque a una riflessione, a un momento di pausa e di analisi e devo dire che con le poche (o forse quasi inesistenti) energie rimaste, faccio davvero fatica a vivere le cose come ho sempre fatto. Sento come un bisogno di riposo, di tipo non solo fisico, un bisogno di distacco da quel turbine meraviglioso ma che ci consuma, che è la vita. Anche se già all'orizzonte intravedo un'altra nuvola nera, spero almeno di affrontarla senza quell'inclinazione, tipica del mio carattere, alla consunzione. Il poter dire, senza sensi di colpa e frustrazioni, non ce la faccio più.
Siccome anche se si perdono delle cose, altre ne spuntano o si ritrovano, oggi vi propongo questa ricetta che ha come base un pan brioche realizzato con una macchina del pane che è saltata fuori  dagli scatoloni. La consistenza era ottima, il gusto però era normale, mancava l'aroma della scorza del limone, bene diventato prezioso in questo momento: gli alberi di limone risentono ancora del caldo estivo (qui, fino a due giorni fa, c'erano 30°C) e fruttificano poco e con scarsa qualità e profumo. Ho pensato quindi a un riciclo che mi ha riportato all'infanzia, quando dalla cucina veniva il profumo di burro e zucchero che anticipava l'arrivo del "pain perdu o pane persu" per la nostra merenda.

Pain Perdu con pesche, nocciole e rosmarino

2 fette di pan brioche o pane morbido raffermo
un dito di latte
una grossa noce di burro
2 cucchiai di zucchero di canna
una pesca qualche ago di rosmarino
una manciata di nocciole tostate

In una padella antiaderente fate caramellare lo zucchero con le pesche tagliate a fettine e il rosmarino. Quando lo zucchero si sarà sciolto, raccogliete la frutta e mettetela da parte. Nella stessa padella fate sciogliere il burro. Appena caldo sarà pronto per accogliere le fette di pan brioche che avranno incontrato fugacemente il latte (i tempi dipendono da quanto il pane sia raffermo, comunque sconsiglio d'inzupparlo troppo). Fate dorare per bene. In un piatto sistemate le fette di pan brioche, adagiatevi le pesche profumate, completate con le nocciole tritate grossolanamente.

Su suggerimento di Gaia e Sabina, che ringrazio di cuore, con questa ricetta partecipo al contest "io non mangio da solo"http://iononmangiodasolo.blogspot.it. Una campagna di sensibilizzazione sui problemi di sotto nutrizione nel mondo proposta da ProgettoMondo Mlal. Regalando una ricetta si contribuisce alla realizzazione di un libretto la cui vendita e relativi proventi, sosterranno i progetti di questa organizzazione. Un piccolo gesto, che assieme a tanti altri, può magari migliorare le cose o comunque non lasciarci indifferenti (e già questo mi sembra qualcosa).


mercoledì 12 settembre 2012

una minestra di fine estate...cucuzza e cous cous






















non ho idea quale sia il nome italiano della cucuzza in questione, non credo basti tradurre dal siciliano e dire "zucchina lunga", magari chiedo numi a voi affezionati lettori di altre parti d'Italia e a questo punto vi rimando alla foto della cucuzza tutta intera che troverete qui.
Questa ricetta è molto semplice, sana e gustosa e la trovo perfetta per questo periodo climaticamente incerto tra il caldo estivo e la prima aria fine settembrina.

Minestra di cucuzza e cous cous

una cucuzza di circa 800g
4 pomodori pixel o piccadilly
1 cipolla piccola
basilico
menta
maggiorana
un po' di peperoncino
200g di cous cous
acqua q.b.

Sbucciate la cucuzza con il pelapatate. Riducetela a pezzi non troppo grandi. Affettate la cipolla e fate a quarti i pomodori. Mettete il tutto in un tegame assieme al peperoncino e lasciate cuocere per 15minuti a fuoco medio basso. A questo punto controllate la quantità d'acqua di vegetazione delle verdure, se sarà sufficiente per proseguire la cottura e  poi bagnare il cous cous. Nel caso non dovesse risultare abbastanza, aggiungete dell'acqua calda. Intanto che prosegue la cottura delle verdure (io la zucchina la mangio abbastanza soda, non mi piace spappolata) preparate il cous cous seguendo le proporzioni "tanto quanto"con l'acqua calda o del brodo. Dopo averlo sgranato con una forchetta, aggiungete menta, maggiorana e basilico. Servite la minestra di cucuzza con qualche cucchiaiata di cous cous.

lunedì 3 settembre 2012

settembre, pioggia e profumo d'autunno: fichi e nocciole...


É passato un mese dall'ultimo post, anche lì parlavo di pioggia, una pioggia insolita in quel caso. Adesso è arrivata nel periodo giusto, a settembre, quando la luce comincia a cambiare, il sole, anche se forte, non colpisce come ad agosto, sembra un tiranno divenuto clemente. É il periodo della raccolta delle carrube. Il loro profumo intenso già da qualche giorno si spande per l'aria ma oggi è accompagnato da quell'inconfondibile odore di terra bagnata, da quella frescura un po' umida. La campagna intorno ha un aspetto diverso, i colori delle piante sono più vividi, esse stesse sembrano riprendere vita dopo il caldo torrido degli ultimi tempi. 
L'albero di fichi è stato generoso quest'anno e inoltre, ho avuto anche un amico che mi ha portato 2 ceste piene di questo frutto che io adoro, il cui profumo lego a queste giornate di pioggia, umide e fresche. Voi direte ne avrai fatto marmellate!? Purtroppo no, non ne ho avuto il tempo, ho lavorato per tutto luglio e agosto, questo giustifica anche la mia assenza non solo dal mio blog ma anche dai vostri. É stato un bel lavoro, nel mio campo, quello dell'arte. Dopo un anno mi sono ritrovata di nuovo a mio agio tra l'odore dell'olio (mi riferisco all'olio della pittura:-), tra gli artisti, tra i visitatori appassionati o a volte perplessi. Ho sfoderato il mio inglese "very funny" e il mio amato francese con i turisti, ho ripreso contatto con la mia città, Modica (la mostra è stata allestita nella chiesa sconsacrata di san michele, un luogo alquanto suggestivo): è stata un'esperienza molto bella..ma è finita
Mi ritrovo adesso a riprendere un po' la vita da disoccupata, con un trasloco da fare (ho il terrore, non so dove metterò tutto) ma che rappresenterà per me un momento importante nel bene e nel male e poi spero che trovando un lavoro possa affrontarne un altro, finalmente in una casa che posso sentire mia davvero, dove aleggerà serenità e tranquillità.

Muffins ai fichi e nocciole

250 g farina 0
60 g di nocciole tritate finemente
250 g di fichi (io ho lasciato la buccia) + 2 per decorare
250 ml yogurt
1 uovo
80g di burro fuso
1/2 bustina di lievito per dolci
170 g di zucchero
mezzo baccello di vaniglia
sale
una punta di bicarbonato 

Il procedimento è sempre lo stesso, in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, lievito, zucchero, bicarbonato, nocciole e i semini di vaniglia), in un'altra gli ingredienti liquidi (yogurt, burro fuso, uova con un pizzico di sale) questi ultimi andranno ben mescolati e poi riversati nella ciotola degli ingredienti secchi. Con l'aiuto di un cucchiaio mischiare per bene fino a quando non si vedono più parti asciutte. A questo punto, aggiungere i fichi a pezzettini e dare un bel giro. Sistemare l'impasto in uno stampo da muffins, decorate con delle fettine di fichi lasciati da parte e infornare a 170°C per circa 25 minuti.


...o se più salutisti un semplice yogurt bianco al naturale e qualche fico: sufficiente per assaporare la felicità!

Con questa ricetta partecipo al contest di Un giorno senza fretta



domenica 5 agosto 2012

insolita pioggia di luglio e... pane di segale con uvetta e noci





































Mi spiace non esser più presente come vorrei e sono molto contenta di sentire che voi ci siete, così affettuosi e cari!
Oggi vi posto la ricetta di un pane forse più invernale. Più di una settimana fa si è abbattuto un temporale che ha fatto abbassare le temperature notevolmente (e con il caldo di oggi è un piacevole ricordo). La pioggia, a luglio, da noi è cosa rara, è più usuale a settembre; sembrava proprio di aver scavalcato un mese intero, se non fosse stato per la luce ancora troppo estiva che tradiva la vera stagione. Questa pioggia insolita ha spazzato quel caldo torrido e mi ha suggerito di accendere il forno, così ecco a voi questo pane profumatissimo e molto buono la cui combinazione, segale, uvetta e noci, assaggiai per la prima volta, molti anni fa, in un luogo incantevole del sud della Francia, Pézenas, famosa oltre che per essere stata la città di Molière, anche per le sue Petites Pâtes, piccoli cilindri di una pasta leggera e sottile, farciti con carne di agnello, buccia di limone, zucchero, sale, pepe e forse cannella.
A Pézenas vi era una libreria antiquaria dove incontrai il primo editore di Albert Camus, Monsieur Charlot. Era un uomo ormai molto anziano, completamente calvo, grande e più grasso che grosso, ormai quasi cieco e la cui voce sembrava perdersi nell'aria. Vestito in un completo scuro, con una candida camicia bianca, stava seduto su una comoda poltrona, al lato aveva un possente bastone appoggiato a un tavolino in cui si trovava una caraffa piena d'acqua e un bicchiere colorato di rosso. Io ero molto emozionata: avevo la possibilità di parlare con qualcuno che aveva conosciuto Albert Camus, scrittore tra i miei preferiti: per me ha rappresentato uno delle coscienze più profonde e moralmente elevate del nostro novecento, ha dato un'impronta, una direzione alla mia vita che altrimenti chissà come sarebbe stata. É stata una guida per me che ho sempre poco amato i maestri e i dispensatori di falsa saggezza chiusa, magari, in ideologie che, spesso, dimenticano la cosa più importante, l'essere umano.
Monsieur Charlot pubblicò i primi scritti del giovane Camus tra cui Noces, dove lo scrittore ispirato dalla bellezza, naturalistica e non solo, ne coglie l'essenza, la forza che darà vita alle sue riflessioni intorno all'Uomo.
Monsieur Charlot si sporse con la testa per vedere meglio la sagoma di questa straniera che, invece di porre domande, rimase del tutto in silenzio salvo quando cercava di rispondere alle domande che lui stesso poneva. Mi chiese cos'era che mi appassionava in Albert Camus e io gli risposi, con non poca esitazione, la capacità, per niente scontata, di cogliere la bellezza. Si potrebbe parlare di una morale della bellezza? Ed è  proprio il caso di questo piccolo libro, in cui il piacere di leggere della sua gioventù in quei luoghi del mediterraneo a me così familiari lo elegge a rango di "comfort book" (quando attraverso periodi particolari ho l'abitudine di rileggere alcuni libri che mi rasserenano).
Non ho mai avvertito così forte la vicinanza a un "sentire" come nel caso di questo scrittore. Le descrizioni della sua giovinezza in quei posti di mare, lì in Algeria, con quelle atmosfere che conosco bene: ho vissuto durante la mia infanzia la luce di quelle ore calde e abbacinanti,  gli odori delle piante e i loro colori come  del lentisco e delle ginestre, la sabbia bruciante e quel mare brillante e cristallino che cela quella salinità che resta sulla pelle. Sento l'appartenenza a quel paesaggio così immutato nei secoli, con i suoi colori e i suoi odori e le emozioni che l'uomo di qualunque epoca potrà sentire all'infinito. Così tanta bellezza ha portato Camus ad esssere un grande pensatore, acuto osservatore non solo del tempo a lui contemporaneo, ma dell'uomo nella sua profondità.
La mia vacanza durò qualche mese. Ero in compagnia della persona a me più cara, che ha rappresentato il grande amore, che adesso vivo solo nel ricordo e, come una nuvola sospinta dal vento, con la sua bellezza candida e fredda è volata via, sparita. Io sono ancora qui a cercarla, in questo cielo ormai sgombro, terribilmente terso e vivido. Ancora m'illudo di riconoscerla quando, timidamente, qualche nuvola in questo cielo di luglio fa capolino, magari arriva la pioggia ma quella nuvola, tra le tante, non c'è più...e non potrà più esserci. Sento ancora dentro l'emozione di quella nuvola, candida e leggera che arricchiva i miei giorni, con la sua pioggia portatrice di vita, con i suoi cieli grigi e altrettanto bellissimi ma che si trasformò però in qualcosa di opposto e irriconoscibile....succede!
Poi ritorna l'azzurro e la bellezza scontata di una magnifica giornata di sole.

Pane alla segale, con uvetta e noci

500g di farina di segale
200g di farina di semola
300g di lievito madre rinfrescato
acqua q.b.
sale
olio
120 g di noci
60 g di uvetta

Fare la fontana con le farine e al centro sciogliere il lievito madre con il sale. Cominciare a lavorare. In caso aggiungete un po' d'acqua, l'impasto però non deve risultare molto umido. Non preoccupatevi se la consistenza dell'impasto somiglierà a quello degli gnocchi di patate, quindi molto farinoso e per niente compatto, continuate lo stesso a lavorare per circa 10 minuti. Nel frattempo avrete messo a mollo uvetta e spezzettato le noci aiutandovi con il batticarne e un canovaccio.
Aggiungete un cucchiaio d'olio, lavorate ancora e infine aggiungete l'uvetta strizzata e le noci e mettete a riposare fino al raddoppio.
Riprendete l'impasto e date una prima piega. Poi dividetelo in più pezzi in modo da formare come delle ciabattine, e date una piega per ognuna. A questo punto mettete in una teglia e lasciate riposare ancor per un'ora. Nel frattempo accendete il forno a 200°C con un una ciotola d'acqua sul fondo.
Praticate dei taglietti alla superficie delle piccole ciabattine e infornate per circa 20 minuti.
Lasciate raffreddare su una grata prima di gustarlo.


martedì 17 luglio 2012

caldo insostenibile e....pesto di melissa












































Non mi ero resa conto di quanto tempo fosse passato dall'ultimo post! Chissà quante cose buone mi sono persa nei vostri bei blog!!
Il caldo terribile degli ultimi 15 giorni mi ha messo ko, neanche la sera si respirava. Non ricordo un luglio così caldo! Ho avuto anche qualche problema alle gambe e credetemi, non riuscivo neanche a stare seduta al computer, quindi immaginate se riuscivo a cucinare! Cibi veloci, freschi e principalmente crudi. Quando qualche giorno fa, sembrava che le temperature si fossero leggermente abbassate, ho pensato di mettere su dell'acqua per la pasta ma avevo voglia di un condimento "pestifero". Disgraziatamente il basilico non era al massimo della forma (il caldo sembra l'abbia bruciato), al contrario, e non chiedetemi perchè, la pianta di melissa era molto rigogliosa e allora mi sono detta perchè non utilizzare questa erbetta così profumata che ricorda tanto il limone?!
Domani sarà una giornata particolare: debutterò come insegnante di cucina e parlerò delle mie erbette, dei miei aromi, delle mie spezie! Spero mi reggano le gambe!!!

Pesto di melissa 

un mazzetto di melissa
50 g di mandorle
30 g di grana padano
il succo di mezzo limone
la buccia di mezzo limone
olio
sale
pepe

Nel mixer mettete le mandorle e il grana e riducete in granella. Aggiungete le foglie di melissa e qualche cubetto di ghiaccio, la buccia di limone, sale e pepe e azionate a bassa velocità. Mano a mano aggiungete il succo e l'olio, fino a quando non raggiunge la giusta consistenza.
Io ho cucinato delle linguine, il formato di pasta tra i miei preferiti!
 


giovedì 28 giugno 2012

di partita con la Germania, di incontri sotto la pioggia... e un cake salato con pomodori secchi e erbe aromatiche









































Non sono mai stata una grande tifosa, del calcio non mi è mai interessato granchè. Ho visto qualche partita dell'Italia durante i mondiali ma diciamo che era più che altro la scusa per stare in compagnia e mangiare qualcosa insieme, in una situazione informale!
Stasera la sfida è con la Germania e tiferò per l'Italia, non fosse per quelle orribili giacche della Merkel (poverina! non potrebbe trovarsi qualcuno che le cura l'immagine?).
Un pensiero va  a un amico tedesco, non so se sia un tifoso o meno. L'ho conosciuto in una situazione alquanto bizzarra e da allora ci scambiamo qualche e-mail e qualche sms per confermare una simpatia spontanea nata tra le "secchiate d'acqua" di un temporale di fine settembre qui a Modica.
Scena 1: cielo carico di nuvole nere, alquanto minacciose. Dopo neanche 5 minuti si scatenò la bufera. Aspettai, nella libreria del mio amico Francesco che calmasse un po' la pioggia per poi raggiungere la mia auto. Prima però, dovevo passare a comprare del formaggio ragusano che mi era stato commissionato.
Scena 2: placatosi il vento la pioggia continuava imperterrita. Con il mio ombrellino nero a piccoli pois bianchi (retrò style) m'incamminai per raggiungere la mia auto. Mi accorsi di una figura davanti a me che, con passo veloce, sembrava volesse raggiungere chissà quale luogo, nell'illusione, forse, di bagnarsi il meno possibile. In barba a tutte le regole del buon senso della sicurezza (non dare confidenza agli sconosciuti, dietro potrebbe nascondersi un assassino) e facendomi forte del mio ombrellino, affrettai il passo e raggiunsi il povero turista infreddolito offrendomi di scortarlo da qualche parte.
Scena 3: parlo francese ma non l'inglese, o meglio, farfuglio qualcosa, resto delle mie reminiscenze scolastiche. Ovviamente scopro che lui è tedesco, parla un ottimo inglese, sconosce il francese e afferra solo qualche parola in italiano...imbarazzo alle stelle! La frase più bella che potevo dire, qui Totò e Peppino non ci sarebbero mai arrivati nonostante il genio, è stata :"If you want, I carry you where you want, but before I buy the cheese"(le priorità sono tali se hai qualcuno che aspetta ansioso un bel pezzo di caciocavallo ragusano). Lui mi rispose, alquanto divertito dalla mia performance da clown, che doveva andare alla fermata degli autobus per verificare degli orari.
Scena 4: io, in piena esaltazione da imbarazzo, il tedesco, vestito da turista, e un ombrellino a pois stile retrò che ci riparava da una pioggia incessante e indifferente, ci dirigemmo verso la profumatissima bottega che vende formaggi. Sbrigata la commissione, subito dopo raggiungemmo la mia auto ma prima di salire, per scusarmi, gli dissi: "Sorry, but my car is not very clean" (eufemismo per spiegare che mi germogliano le piante dentro!).
Scena 5: accompagnato il signore tedesco alla stazione degli autobus mi posi il problema, data l'ora, di dove lasciarlo per il pranzo (non potevo portarlo da me perchè quel giorno avevo un appuntamento subito dopo). Mi fermai con l'auto davanti al ristorante più vicino e mi ricordai, in quel momento, che non mi ero ancora presentata.
Scena 6 : ci presentammo. Lui aveva uno sguardo tra lo stranito e l'incredulo. Prima di scendere dall'auto mi ringraziò calorosamente e mi porse il suo biglietto da visita e mi disse che se mai mi fossi trovata in Germania sarebbe stato lieto di ospitarmi e ricambiare così la mia gentilezza. Io gli porsi il mio biglietto da visita del blog e cercai di  spiegare la mia passione per la cucina. Prima di congedarsi mi ringraziò ancora. Partii, con la mia auto "non proprio pulita" e affrontai la pioggia battente, le strade allagate e i muri crollati di un "normale" giorno di pioggia in Sicilia.
Tutto questo per dirvi che potete preparare per stasera questo veloce cake salato da mangiare davanti alla partita e che vinca il migliore...(noi?!).

Cake salato ai pomodori secchi e alle erbe aromatiche

150 g di farina integrale
150 g di farina 0 
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
3 uova
60 ml di olio evo
200 ml di latte intero o 200 ml di yogurt intero
60 g di formaggio grattugiato
150 g di provola a pezzetti
misto di erbe aromatico (basilico, erba cipollina, menta, origano, prezzemolo, maggiorana)
4 cucchiai di pomodori secchi a pezzettini (capuliatu)
20 g di pinoli
sale

Preriscaldate il forno a 170°C. Lavate le erbe, asciugatele e tritatele con la mezzaluna.
Montate le uova e il sale con una frusta fino a quando risultano chiare. Aggiungere l'olio, il latte e continuare a lavorare fino a rendere il composto omogeneo.
Setacciare le farine con il lievito e versare nel composto di uova. Lavorate bene l'insieme.
Aggiungete le erbe, il pomodoro secco a pezzetti, il formaggio grattugiato, la provola a pezzetti. Mischiate tutto per bene e versate in uno stampo da plum-cake. Livellate il composto e cospargete la superficie con i pinoli. Infornate e aspettate una trentina di minuti, controllate, comunque di tanto in tanto, perché ogni forno ha la sua personalità. 





giovedì 21 giugno 2012

21 giugno - estate - caldo - panzanella...





















...pomodoro, rosso, verde, fresco...etc.etc. Ecco la mia scontatissima associazione mentale!!! Proseguendo per i meandri contorti del mio cervello, mi vengono in mente le domeniche d'estate della mia infanzia nella casa polverosa della prozia. Lì, pile di vecchie copie di Settimana Enigmistica giacevano ormai ingiallite dal tempo, un po' sgualcite dall'uso e di cui ancora ricordo l'odore di carta vecchia. La bimba che ero, ancora incerta nella lettura e nella scrittura, trovava alquanto bizzarri quegli schemi con i quadratini bianchi e neri, la colonna delle definizioni a lato, i rebus, i disegni delle barzellette. Alcuni giochetti  come "aguzzate la vista" (il raffronto tra due vignette apparentemente identiche di cui cogliere le differenze) o quello in cui un disegno si delineava dopo aver annerito le parti contraddistinte da un puntino nero, erano stati ignorati da chi invece aveva sapientemente risposto a tutte le definizioni, i rebus, eseguito il calcolo enigmatico etc. Così anch'io potevo avere la mia parte di Settimana Enigmistica essendo tali giochi alla mia portata. Altro passatempo, non contemplato ma alquanto divertente, era quello di pasticciare e abbruttire le foto dei personaggi che stavano in copertina, con baffi, denti aguzzi, nasi improbabili!! 
Tutt'oggi appassionata indomita di Settimana Enigmistica è la mia mamma. Ogni giovedì si reca in edicola, acquista la copia ancora odorosa di stampa e torna subito a casa per verificare alcune soluzioni del numero precedente. Mai cominciare con la nuova copia se la precedente non è stata completamente riempita, regola ferrea che mia mamma segue con rigore! Ed ecco uno scherzetto delle associazioni mentali, oggi parlo giusto della mamma, oggi si dà il caso sia il suo 72 esimo compleanno...auguri!!!
Ma intanto sento forte il piacere di ringraziare tutti coloro che mi hanno manifestato il loro affetto, la loro vicinanza. E ringrazio Barbara del blog Un giorno senza fretta per avermi assegnato un premio, cosa sempre gradita!!!
 É un momento difficile, sono sotto un fuoco incrociato, ma ne verrò fuori, come sempre, magari un po' ammaccata, ma spero con maggiori consapevolezze!
E adesso ricetta non ricetta adatta per queste giornate caldissime

Panzanella

3oog di pane raffermo
500g di pomodori maturi
1 cipolla bianca dolce
1 cetriolo
1 costa di sedano e le foglie
basilico a volontà
olio evo
aceto di vino rosso
sale

Fate a quadrotti il pane. Io ho l'abitudine di passarlo in forno a tostare un po' così quella parte non del tutto raggiunta dall'umidità delle verdure rimane croccante.
Lavare le verdure, affettatele e, in una terrina, conditele generosamente con olio e aceto. Aggiustate di sale e versate il tutto in un piatto dove precedentemente avrete sistemato il pane tostato. Date una girata, spezzettate il basilico e le foglie di sedano, girate ancora e lasciate riposare un po' prima di servire.
Non me ne vogliano i Toscani se la ricetta non è proprio ortodossa, ma è comunque buona!!!

sabato 9 giugno 2012

un'occasione mancata e ... tagliolini con pollo e zafferano
























Era da troppi giorni che non scrivevo, ma sto attraversando un momento un po' complicato su vari livelli. Sicuramente non essere riuscita a trovare un lavoro complica ulteriormente le cose, anche perchè mi costringe in una situazione di cui farei a meno. Ma tant'è che non vedo grandi prospettive, almeno per il momento. Ci sono giorni in cui tutto sembra difficile, insormontabile, le spalle fanno male, tanto è il peso, e pure le gambe sembrano non reggere. Così mi dico che  hai fatto delle scelte che ti sono costate tanto, tantissimo e hai voglia di ripeterti che sei stata coerente, che hai seguito il tuo istinto, che hai rispettato il tuo dolore e l'hai ascoltato, senza perseverare su qualcosa che ti avrebbe dato solo sofferenza.  Per una volta hai pensato a te stessa e naturalmente ti è stato rinfacciato. Il prezzo è stato alto, hai perso delle occasioni importanti, ma non era giusto sentirti ricattata attraverso la tua lealtà e i tuoi sentimenti (mi è stato rimproverato di viverli in maniera esagerata, un rimprovero che ho trovato assurdo: i sentimenti si vivono o non si vivono, ci credi o non ci credi). Ma da un po' di giorni aleggia, svolazza, gira, tra i pensieri, come un avvoltoio, la sensazione di un'occasione mancata, di un vuoto, come di qualcosa che ti è stato tolto, qualcosa in cui avevi creduto, che comunque non avevi mai pensato fosse tuo, perchè lontano da te è il concetto di possesso, ma a cui, invece, sentivi di appartenere. 
scusate lo sfogo...ma sono giornate un po' così...!!! 
Ma è pur sempre un blog di cucina e quindi....Cosa si fa con un po' di pollo avanzato, una carota enorme che langue in frigorifero e un limone che pende dall'albero?

Tagliolini, pollo, carota, zafferano e buccia di limone

tagliolini 
pollo arrosto avanzato
1 carota
1 cipollotto
1 bustina di zafferano
la buccia grattugiata di mezzo limone
pepe
latte
olio evo

In un tegame fate imbiondire il cipollotto tagliato a rondelle sottili, aggiungete la carota a pezzettini piccoli e fate cuocere finchè non si ammorbidisca, eventualmente aggiungete un po' d'acqua.
Sfilacciate il pollo e se non è abbastanza colorito, passatelo un attimo a fiamma alta in un padellino, giusto un attimo altrimenti rischiate che si secchi. In un bicchiere riempito a metà di latte, sciogliete lo zafferano e versate il tutto nel tegame dove la cipolla e la carota sono già cotti. Amalgamate il tutto, eventulamente aggiungete altro latte e spegnete prima che cominci a stracciarsi.
Portate a cottura i tagliolini e saltateli nel tegame. Spolverate di pepe e di buccia di limone grattugiata. 



martedì 29 maggio 2012

peperonata allegra...ma non troppo!


















Con l'arrivo del caldo e dei peperoni colorati sui banchi del mercato ho pensato bene di preparare la prima peperonata della stagione. Il suo profumo è da sempre associato all'estate, così come la parmigiana di melanzane, altro piatto imprenscindibile della stagione estiva.

Però oggi tutto mi sembra triste, grigio! Le notizie che arrivano dall'Emilia Romagna sono dolorose e mi sembra che parlare di cibo, spensieratamente, oggi strida un po'! Vivo in una regione dove il terremoto è stata una costante della sua storia e ogni giorno si vive con la consapevolezza che tutto possa venire distrutto da un momento all'altro. Piangere i morti, ricominciare da zero, da quell'intorno distrutto, assieme alle proprie certezze, richiederà una forza sovraumana. Sicuramente la catena di solidarietà per la raccolta fondi darà i suoi frutti, ma ciò di cui ci sarà anche bisogno è il non fare sentire sole e abbandonate le persone colpite, indiscriminatamente, da questo dramma.

Peperonata

1kg di peperoni
2 patate medie
1 grossa cipolla
2 pomodori maturi
1 spicchio d'aglio
basilico
menta
mezzo bicchiere d'aceto rosso
un cucchiaio di zucchero
50 g di pinoli
olio evo
sale

Sbucciate e tagliate a dadi le patate. Rosolatele in una padella con un po' d'olio, lasciandole a metà cottura. In un tegame scaldate dell'olio con lo spicchio d'aglio e aggiungete la cipolla finemente affettata, quando sarà trasparente, aggiungete i peperoni precedentemente tagliati a piccole strisce, i pomodori a pezzetti e in fine una parte di basilico e di menta. Fate saltare bene le verdure a fuoco vivo per qualche minuto e poi, abbassate la fiamma e lasciate cuocere a metà coperchio per 15 minuti. Trascorso questo tempo aggiungete le patate e lasciate cuocere per una decina di minuti. Dopo, aggiustate di sale, aumentate la fiamma e aggiungete l'aceto con lo zucchero. Fate sfumare per bene e spegnete. Intanto in un padellino fate tostare i pinoli. Trasferite la peperonata in un piatto di portata, distribuitevi il resto della menta e del basilico, mescolate e cospargete con i pinoli. Lasciate raffreddare completamente. La peperonata deve riposare! Il riposo è un ingrediente fondamentale per la riuscita di questo piatto.


Passa parola TERREMOTO

ANNUNCI ALBERGATORI PER I TERREMOTATI:
Vista la gravità della situazione mettiamo a disposizione gratuitamente camere presso:

- HOTEL SPORTING - CAMPAGNOLA EMILIA (RE) TEL. 052275484 - 3923556690. Michele e Walter. ( Michele Brioni)
- Holiday Inn Ravenna, Via Enrico Mattei 25, 0544-455902
- Hotel Astra (Ferrara), Viale Cavour 55, CAP 44121, tel. 0532-206088
- Hotel Sporting di Campagnola Emilia (Reggio Emilia), tel. 0522-75484 392-3556690
- Don Alberto di Argelato (BO), via Funo 14 - alberto.maria.d@alice.it tel. 051-861505 333-5227908 338-3879861
- Hotel Commodore Cervia, via Lungomare Grazia Deledda 126, CAP 48015, Cervia (Ravenna) 0544-71666
- Hotel Perla Verde Milano Marittima, viale 2 Giugno 144, CAP 48015 Milano Marittima (Ravenna) 0544-994014
- Hotel President Cervia, via Irpinia 16, CAP 48015, Cervia (Ravenna), 0544-987470

POTREBBERO SERVIRE DONAZIONI DI SANGUE PER I FERITI
Ecco le sedi AVIS locali
http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1403/id_regione=8#risultati_sedi

A MODENA SERVE SANGUE ZERO NEGATIVO

IN OGNI CASO C'E' BISOGNO DI:
- ACQUA, tanta acqua
- Posate, bicchieri, piatti di plastica
- Doccia schiuma, shampoo, dentifricio, spazzolini
- Carta igenica, assorbenti, lenzuola, federe
- Stracci per il pavimento, spazzolone, secchi, guanti di plastica per pulizie e servizi igenici, detersivi per bucato a mano e lavatrice
Per i bambini:
- Latte in polvere, pannolini per neonati e bambini più grandi

059 200200 è il numero della protezione civile per assistenza nella zona di Modena.

Per favore chi non ha problemi non usi il cellulare. Linee sovraccariche rallentano gli aiuti.
Nelle zone coinvolte dal terremoto togliete le password delle linee WI-FI .Le reti cellulari non funzionano.

NUMERI DI EMERGENZA:
- Ferrara: 0532771546
- Modena: 059200200
- Mirandola: 0535611039
- San Felice: 800210644
- Cento: 3332602730

Telefono: 0535 49806 cellulare per urgenze 329 3179600
Mail: polizia.municipale@comune.cavezzo.mo.it
Comune di Cento: il numero verde non funziona x aiuti chiamare 3332602730

Il Comune di Mirandola cerca professionisti: ingegneri, architetti.
Contattare la P. Municipale: 0535/611039, 800/197197.

giovedì 17 maggio 2012

il finocchietto dove lo metto?..nei muffins!!!




Continuo a proporvi ricette con le piante che spontaneamente crescono intorno a casa! Dopo gli asparagi selvatici è la volta del finocchietto che, con il suo aroma profuma, appena sfiorato, la stradina che porta fino al cancello di mia. Sarà che fin da piccola lo associo all'uva passa per via della pasta con le sarde tipicamente siciliana, fatto sta che il matrimonio tra i due lo trovo riuscitissimo!! Già, questo tipo di abbinamento lo avevo sperimentato qui ma con l'uva fresca e i semi di finocchietto. Il risultato mi era piaciuto parecchio e quindi ho pensato di riproporlo, stavolta, con le barbe di finocchietto appena raccolte e l'uvetta passa. L'esperimento è riuscito e sono stati apprezzati anche dalla mia amica Mariù a cui li dedico dato che, come me, adora questo tipo di connubio!!
Intanto ne approfitto per ringraziare Rita di Distrazioni sfiziose  e il blog Limone e caffè per avermi assegnato due premi. Fa piacere sentirsi pensati! Mi scuso se non ho potuto a mia volta fare lo stesso con altre foodblogger, ma per adesso non ho molto tempo, ma prometto che tra qualche giorno lo farò!

Muffins al finocchietto, uvetta e pinoli


280g di farina 0
8g di lievito per dolci
130g zucchero
90g di burro
250ml di yogurt intero naturale
1 uovo
100g di uvetta
un mazzetto di finocchietto
50g pinoli

Pulite il finocchietto e lessatelo in acqua bollente. Una volta cotto, strizzatelo benissimo, tritatelo con la mezzaluna. Mettete a mollo l'uvetta nell'acqua di cottura del finocchietto.
In una ciotola mettete gli ingredienti liquidi: l'uovo leggermente sbattuto con un po' di sale, lo yogurt, il burro fuso e mescolate. In un'altra ciotola mettete gli ingredienti secchi: farina, lievito, zucchero e dopo averli mischiati, versatevi gli ingredienti liquidi. Mescolate il tutto e aggiungete il finocchietto e l'uvetta strizzata bene. Imburrate uno stampo da muffins e riempitelo con il composto, completate con i pinoli.
Infornate a 170°C per 20 minuti circa.


domenica 13 maggio 2012

dov'è l'uovo?...nella cocotte con gli asparagi selvatici




























Posseggo queste cocottes da circa 10 anni e da allora, la mia maniera di cuocere le uova è cambiata. Quando non si tratta della solita, ma versatile, frittata o dell'uovo in purezza (al tegamino, strapazzato, alla coque o sodo) la maniera sbrigativa e altrettanto versatile, nonché elegante, di cuocere le uova è questa. Si può cuocerlo semplice, con un po' di pepe o la fantasia può sbizzarirsi, il risultato è comunque buono. Il grado di cottura lo decidete voi in base al vostro gusto (io lo preferisco con il tuorlo morbido tendente al ceroso) l'importante è usare un bagnomaria per non "aggredire", con il calore diretto del forno, le uova che altrimenti diventerebbero gommose. Questa versione è con gli asparagi e così partecipo alla raccolta di nella cucina di Laura che prevede l'uso di questo meraviglioso germoglio di una pianta che, si dà il caso, cresce spontaneo attorno casa mia...inutile dirvi che "cecata" come sono non riuscirei mai a raccoglierne così tanti quindi ringrazio chi pazientemente mi ha aiutata.


Uova in cocotte, con crema di asparagi e mandorle (x 6 cocotte)

2 mazzi di asparagi selvatici
6 uova
1 cipollotto
3 rametti di timo
3 rametti di maggiorana
buccia grattugiata di un limone
60g di mandorle a filetti
olio evo
pepe
sale

Dagli asparagi eliminate la parte più legnosa, risalite fin sulla cima staccandola e mettendola da parte, mentre il resto lo fate a rondelline, lo sistemate in un tegame assieme al cipollotto tagliato finemente e un goccio d'olio. Fate cuocere fino a quando il tutto sarà abbastanza morbido, regolate di sale e lasciate intiepidire. Le punte messe da parte andranno sbollentate in acqua salata per qualche minuto, il tempo di diventare un po' tenere.
Una volta cotti gli asparagi e il cipollotto, trasferiteli nel mixer e cominciate a frullare fino a ottenere una cremina morbida, eventualmente aiutatevi con un po' d'acqua di cottura delle punte. All'ultimo giro di mixer, aggiungete la maggiorana, il timo e la buccia grattugiata del limone.
Ungete le 6 cocotte e distribuitevi il passato di asparagi e rompete un uovo in ogni cocotte, aggiungete un pizzico di sale e un po' di pepe.
Prendete una teglia rettangolare, disponetevi le 6 cocotte e riempitela a metà con dell'acqua bollente. Mettete in forno a 170°C per 7-10minunti dipende dal grado di cottura che preferite. Tostate le mandorle che poi aggiungerete al momento di servire.





lunedì 7 maggio 2012

cannolicchi di primavera e...un altro premio



                     



Sono contenta e ringrazio Serena di Sere in cucina di avere pensato a me. É un premio che incoraggia le food bloggers che muovono i primi passi in questo mondo delle meraviglie, di scambi continui tra chi condivide la stessa passione per il cibo, qesta forma di convivialità virtuale ma che spesso dà emozioni reali!
A mia volta assegno il premio a altri 5 blog:

In mente ne avevo parecchi ma ho dovuto operare una scelta del tutto lasciata al caso (era difficile altrimenti!!)

Le regole per 'ritirarlo' sono le seguenti:

- nominare chi assegna il premio
- donarlo a 5 blog con meno di 200 followers
- avvisare i destinatari con un messaggio sul blog

Grazie ancora cara Serena!! :-)))

Adesso passiamo alla ricetta. Questo tipo di cannolicchi (li chiamo così perchè sono più stretti rispetto ai soliti cannelloni) li cucino per il pranzo di Pasqua, come benvenuto alla Primavera che generosa ci regala le verdure e gli aromi delle erbette che per tutto l'inverno abbiamo quasi dimenticato e che il solo ricordo ci immalinconiva un po' in quei pomeriggi bui e freddi (è certo, però, che ci consolavamo degnamente!!!).
E adesso passiamo al momento più tragico di questo post, devo fare una confessione che potrebbe radiarmi per sempre da questo Eden incantato che è il mondo dei food blogger: ebbene sì, lo confesso, io utilizzo la pasta secca all'uovo di una nota marca per preparare le lasagne o altro tipo di pasta al forno, come in questo caso! Giusto per autopunirmi di tale malefatta, per questa ricetta mi "diverto" a sbollentare i rettangoli di pasta fino a quando non diventano un po' morbidi, li tiro su con una pinza, li divido in due et voilà il rettangolo pronto per essere farcito e poi arrotolato per diventare un cannolicchio.
Volete lo stesso proseguire? Beh allora vi do la ricetta!!!


Cannolicchi di primavera ( x 6 persone)

20 rettangoli di pasta secca all'uovo
-per la farcia:
1 kg di ricotta di pecora o vaccina
buccia di 1 limone grattugiata
60g di grana grattugiato
qualche cucchiaiata di latte intero
pepe di sichuan
qualche rametto di maggiorana
-per il ragù di verdure:
300g di piselli
2 carote
1 porro
2 cipollotti
300g di fave
300g di patate
300 g di fagiolini 
500g di zucchine
olio evo
sale
alloro
basilico
500ml di latte
Lavate e asciugate tutte le verdure. Riducete a piccoli cubetti la carota, la zucchina, le patate e dividete in tre ogni fagiolino. Scaldate in un tegame l'olio con 2 foglie d'alloro e qualche foglia di basilico. Aggiungete il cipollotto e il porro tagliati sottili, quando diventano trasparenti, aggiungete le carote. Intanto in un'altra piccola padella fate rosolare le patate, anch'esse ridotte a cubetti. Nel tegame, dopo le carote, aggiungete i piselli, le fave e i fagiolini. Lasciate cuocere per un po', circa un quarto d'ora, 20 minuti. Aggiungete le zucchine e dopo 10 minuti le patate già rosolate. Continuate per altri 10 minuti, aggiungete qualche foglia di basilico, salate e spegnete.
In una terrina montate, con l'aiuto di una frusta, la ricotta con un goccio di latte. Aggiungete delle foglie di maggiorana e la buccia grattugiata del limone. Completate con una generosa spolverata di pepe di sichuan (se non ce l'avete va bene del pepe normale).
In una pentola portate a bollore dell'acqua salata e tuffatevi 2 o 4 alla vota i rettangoli di pasta. Appena risultano un po' più molli tirateli su, adagiateli su un tagliere e divideteli in due. Aiutandovi con un cucchiaio, adagiate sulla sfoglia della ricotta e arrotolate per chiudere a cilindro.
Preriscaldate il forno a 200°C. Imburrate una teglia, mettete uno strato di ragù e cominciate a disporre i cannolicchi, come tanti soladatini. Fatto il primo strato, copriteli con abbondante ragù e abbondante grana grattugiato. Irrorate con del latte (io non uso la besciamella, con il latte rimane tutto meno pastoso). Fate un altro strato di cannolicchi e completate con il ragù, altro grana, latte e infornate. Dopo 20 minuti controllate la cottura, se vi sembra asciutto aggiungete ancora altro latte e lasciate ancora per il tempo necessario che il latte si assorba.


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