sabato 11 ottobre 2014

atmosfere autunnali con instagram e… muffin fichi, mandorle e uvetta






























Mi perdonerete di aver messo una foto di Instagram? Sono sicura che foodblogger seri non userebbero mai questo "mezzuccio" per le foto da pubblicare sul blog. Del resto, io non mi reputo una food blogger seria e quindi spero di non urtare la sensibilità di chi questo lavoro lo fa con tutt'altro spirito dal mio, dedicando tempo, energie ed esprimendo al massimo la propria creatività e il proprio talento.
Da un po' mi diletto con quest'ultima diavoleria che permette a un'incapace come me, fornita di un telefonino assai mediocre, di fare delle foto appena accettabili previo passaggio attraverso gli strumenti e vari filtri di questa applicazione.
In questo caso, Instagram, mi è stato di aiuto per dare un'atmosfera capace di evocare le prime piogge, l'odore della legna nel camino, il profumo di un tè caldo e ristoratore, pronto per essere bevuto mentre un libro ci aspetta, poggiato sul divano, dove comodi, guarderemo fuori dalla finestra le foglie degli alberi cadere, il loro colore arancione, rosso, giallo spargersi a terra come coriandoli. Ecco, tutto quello appena descritto qui alle mie latitudini non avviene, l'autunno è assai diverso. Diversi colori, temperature e profumi. Fa caldo e ancora si può andare al mare, il cielo è azzurro e, a parte qualche tromba d'aria ogni tanto, nulla fa pensare all'autunno. Tra l'altro, qui nel paesaggio circostante, non vi sono alberi le cui foglie cadono, carrubi e ulivi sono sempreverdi, fatta eccezione per i mandorli, le cui foglie, però, cadranno più in là. Le prime piogge hanno fatto spuntare i primi ciuffi d'erba, tutto ricomincia a diventare verde così da rimpiazzare il giallo secco e dorato, colore dominante dei paesaggi estivi. Il nostro autunno ha un paesaggio estivo nordico, verde lussureggiante punteggiato dai primi fiori spontanei, variopinti che rimarranno durante tutto l'inverno.
Eppure anche noi abbiamo i fichi, i melograni, le prime zucche e sappiamo che presto i pomodori coltivati in pieno campo non li troveremo più. L'uva per il vino è stata già raccolta e l'odore del mosto si sente nell'aria. Cominciata la raccolta delle olive presto si prepareranno le zuppe per accogliere l'olio appena franto, profumato e denso.
Allora vi lascio la ricetta dei miei muffin preferiti fotografati con una farlocca atmosfera autunnale

Muffin, fichi, uvetta e mandorle

300g di fichi
una manciata di uvetta
150g di farina 00
100g di mandorle tritate
1/2 bustina di lievito per dolci
70g di zucchero bianco
50g di zucchero di canna
1/2 bacca di vaniglia o 2 cucchiaini di concentrato di vaniglia
2 uova
70g di burro
150g di yogurt bianco intero
mandorle a lamelle

Accendete il forno a 170°C. Fondere il burro e fate raffreddare. Mettete a bagno l'uvetta. Fate a pezzetti i fichi (io ho lasciato la buccia perché sottile e mi piace), metteteli in un tegame con lo zucchero di canna, la vaniglia e un cucchiaio d'acqua. Fate scaldare un po' fino a quando lo zucchero non si scioglie e sembra caramellare. In una terrina mischiate tutti gli ingredienti secchi: farina, mandorle, lievito e zucchero bianco. In un'altra terrina rompete le uova, aggiungete un pizzico di sale, sbattete leggermente e aggiungete lo yogurt e a il burro fuso ormai raffreddato, mescolate.
Nella terrina con gli ingredienti secchi versate quelli liquidi, mescolate molto velocemente e aggiungete i fichi e l'uvetta strizzata. Riempite i pirottini nello stampo da muffin, decorate con le mandorle a lamelle e infornate per una ventina di minuti.






lunedì 22 settembre 2014

non le solite facce e…fiori di zucchina ripieni

























Fin da bambina sono sempre rimasta affascinata dalla complessità dei volti, dalla loro diversità, ricchezza di particolari. Un volto ha una forma, tratti ben precisi, mille e svariate espressioni. Proprio questa dimensione cinetica che rimescola linee e curve mi ha sempre incantato.
Per il lavoro che faccio mi ritrovo a incontrare tante facce, belle, meno belle, giovani, giovanissime e meno giovani, ma sempre particolari e affascinanti per la loro unicità. Di ogni ospite ricordo un particolare, una data espressione, un taglio d'occhi, una maniera di muovere le labbra mentre ride o mentre parla. Questi volti sono sorpresi dal mio sguardo a ogni ora del giorno, soprattutto in quelle più impietose: la mattina presto, appena svegli o la sera tardi, dopo una giornata, sfatti dal caldo e dalla fatica. Il mio catalogo ideale di facce è così, ogni volta, sempre più ricco e il mio desiderio di osservazione è pienamente soddisfatto, peccato che qualcosa si perderà negli anni, ma la ricchezza che ogni viso mi ha dato è immensa, ha sempre svelato un carattere, uno stato d'animo, una gioia, una sofferenza o un disagio, l'umanità nella sua accezione più totale.
Sicuramente non posso dire "che noia, le solite facce!"cosa che mi renderebbe la vita assai pesante.
Per fugare ogni rischio cerco di non guardarmi mai la mattina allo specchio. Peccato però che, il giorno in cui ciò accade, dopo un po' di tempo, scopro qualcosa di rovinosamente cadente o incontrovertibilmente incanutito ed è sempre uno shock. Una volta ripresami, posso comunque dire che è un viso un po' diverso da quello che avevo visto qualche tempo prima, anche se alquanto familiare, e la noia è così scongiurata!

Anche in cucina la noia è sempre in agguato e allora vi propongo una maniera diversa di farcire dei bei fiori di zucchina, idea che mi è venuta vedendo quello che avevo tra frigo e dispensa.

Fiori di zucchina ripieni con crema di carote etc.etc.

20 fiori di zucchina
80g di ricotta
2 carote lesse
mezza cipolla lessa
4 pomodori secchi
una manciata di mandorle
3 cucchiai di grana padano grattugiato
6 rametti di maggiorana
pepe nero o di Sichuan
pangrattato
olio evo

Prendete i fiori, apriteli con cura e eliminate il pistillo. Pulite con delicatezza. Nel mixer mettete la manciata di mandorle, tritate grossolanamente, aggiungete le carote, i pomodori secchi, la cipolla e date un giro. Proseguite con la ricotta e terminate con la maggiorana, il pepe e 2 cucchiai di grana. Se la farcia dovesse risultare un po' densa, aggiungete un goccio di latte.
Accendete il forno a 170 °C. Farcite i fiori con delicatezza e, una volta chiusi, adagiateli su una teglia appena unta d'olio. Una volta disposti, cospargeteli di pangrattato mischiato con il cucchiaio di grana padano. Mettete in forno per una ventina di minuti circa.
Servite una volta intiepidito.

mercoledì 10 settembre 2014

è ancora tempo di "tenerezze" e… sformatini di tinnirumi











































No, non vi preoccupate, non mi è preso nessun attacco di sdolcinatezza. Certo, il titolo può trarre in inganno, eppure chi è fedele lettore del mio blog sa benissimo che di questa ottima verdura, il cui nome dialettale viene tradotto in "tenerezze", ne avevo già parlato un po' di tempo fa qui all'inizio di questa avventura sul web. Mi arriva voce che molti siciliani con la nostalgia del sapore di questa verdura, siano riusciti a impietosire diversi contadini in varie parti d'Italia (all'Estero non so quale sia la situazione) per avere, a diverse latitudini dalle proprie, la loro razione estiva di "tenerezze".

Sformatini di tinnirumi (tenerezze)

un bel fascio di tinnirumi (una volta cotti dovreste ottenere 4 pallottole della misura di una mano ciascuna)
2 uova grandi o 3 normali
150 ml di latte intero o yogurt naturale
qualche pomodoro secco
una manciata di mandorle tostate (o in lamelle)
40g di caciocavallo ragusano o ricotta salata
basilico
maggiorana
pangrattato
olio evo

Pulite la verdura eliminando le parti più dure. Date una sbollentata in acqua salata. Accendete il forno a 170°C. In un mixer mettete il formaggio che verrà grattugiato. Aggiungete i pomodori secchi e date un altro giro. Infine mettete i tuorli, il latte e i tinnirumi ben strizzati e date qualche giro fino a quando il composto si amalgamerà bene. Per ultimo aggiungete qualche foglia di basilico, maggiorana e date un giro breve. A parte montate gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungeteli delicatamente al composto. Preparate una teglia rettangolare che riempirete per meno della metà d'acqua. In essa collocherete gli stampini individuali precedentemente oleati, cosparsi di pangrattato e in cui avrete versato il composto. Infornate e cuocete per circa 30 minuti (può anche occorrere di meno, dipende spesso dal forno).
Tritate le mandorle e usatele per cospargere gli sformati prima di servirli.

giovedì 14 agosto 2014

agosto, estate mia non ti conosco e…gazpacho












































solidale con gli amici nordici prendo atto dell'estate alquanto bizzarra. In effetti anche qui, alle mie latitudini africane, il caldo non è stato così estivo: pensate che una sera di metà luglio giravo con una sciarpa di lana sulle spalle! In questi ultimi giorni le cose sembrano cambiate e finalmente il termometro è salito di un po' di gradi, quindi eccomi qui a proporre ricette facili da preparare, a crudo, e altamente rinfrescanti. Ovviamente, quale ricetta corrisponde meglio alle caratteristiche testé elencate se non il gazpacho? Ottima soluzione per accompagnare le grigliate di ferragosto o da portare al mare al posto della tradizionale pasta al forno (sicuramente buona e meravigliosa ma un po' pesantuccia)


Gazpacho

1 kg di pomodori
2 cetrioli
2 peperoni
mezzo peperoncino
1 cipolla
200 g di pane raffermo
basilico, menta
un cucchiaio di aceto
olio evo
sale

Fare a pezzetti tutte le verdure e mettetele nel mixer assieme al pane tagliato a cubetti, al peperoncino, aggiungete un pizzico di sale e l'aceto e date un primo giro di lame. Quando ha raggiunto una consistenza cremosa, aggiungete le erbette e l'olio, aggiustate di sale e date un breve giro. Servire dopo un buon riposo in frigo, almeno 4 ore.


martedì 22 luglio 2014

uno tira l'altro... e mini muffins alle ciliegie e ricotta


Sono le ultime ciliegie. Ma se vi affrettate potete ancora fare questa ricetta. Oltre a essere buona è anche carina da presentare. L'unico rischio è che non vi fermate dopo i primi due ma continuereste fino a esaurimento. Io ho lasciato il nocciolo perché altrimenti si rovina la ciliegia. La presenza della ricotta nell'impasto lo rende soffice e assai appetitoso (volevo scrivere "seducente" ma temo sia un po' improprio come termine). Penso che da oggi userò spesso la ricotta negli impasti dei dolci, dà un risultato unico in termini di gusto e consistenza.

Mini muffins alle ciliegie e ricotta

250g di ricotta
250g di farina 00
2 uova
130g di zucchero
10g di lievito
60g di burro
latte q.b.
24 ciliegie
la scorza grattugiata di mezzo limone
zucchero a velo
sale

Accendete il forno a 170°C. Fondete il burro a bagno maria. Montate la ricotta con lo zucchero. Aggiungete le uova e il pizzico di sale. Continuate a montare fino ad avere un composto spumoso, unite il burro ormai tiepido e date un altro giro di frusta. In un'altra ciotola setacciate la farina con il lievito e unite la scorza di limone. Aggiungete il composto molle a quello secco e amalgamate con un cucchiaio. Se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete un po' di latte.
Sistemate l'impasto nei pirottini già posizionati nella teglia (in questo caso ho usato quella da 24 per muffins più piccolini) e inserite una ciliegia per ogni piroettino. con della carta alluminio foderate i gambi delle ciliegie per evitare che si brucino durante la cottura.
Infornate per una decina di minuti un quarto d'ora.
Servite spolverizzando con zucchero a velo.


martedì 1 luglio 2014

arrivato il caldo ci facciamo la zuppa e…ceci al pomodoro e acciughe





















Se proprio non riuscite a rinunciare alla sensazione conturbante di una zuppa anche d'estate, quando il termometro segna i 30°C, il tasso di umidità è al 90% e non si muove foglia, potreste provare questa zuppa che si può preparare la mattina presto e non ha bisogno poi di essere riscaldata ma va mangiata a temperatura ambiente. L'ho preparata con le acciughe sotto sale ma volendo potreste usare delle acciughe fresche, in quel caso le aggiungereste appena scottate in padella, al piatto di ciascun commensale. Se andate di fretta, potrete usare dei buoni ceci in conserva che aggiungerete all'intingolo di pomodoro.
Che dirvi d'altro? ah già! strano eh? sto pubblicando un post solo dopo una settimana e non dopo mesi. Shhhhh, non notiamolo troppo, non sia mai che l'altra me se ne accorga e non posta più!


Zuppetta di ceci al pomodoro e acciughe

250g di ceci secchi
1 carota
1 costa piccola di sedano
1kg di pomodori tipo pixel
1 cipolla piccola
1 spicchio d'aglio
pezzetto di peperoncino
origano fresco
basilico greco fresco
4 acciughe sotto sale
olio
sale

La sera prima mettete a bagno i ceci. La mattina seguente fate a dadini la carota, il sedano e metteteteli in una casseruola con un giro d'olio. Fate insaporire appena e aggiungete i ceci scolati dall'acqua dell'ammollo. Date un giro di mestolo e coprite a filo. Lasciate cuocere per un'ora e oltre (dipende dal tipo di ceci) controllando che abbiano sufficientemente acqua, se doveste aggiungerne, mi raccomando che sia bollente: i legumi patiscono gli sbalzi termici. Nel frattempo sbollentate i pomodori, una parte li pelate e una parte no ( a me la "pellecchia" piace, voi fate come preferite). Fateli a pezzi grossi. In una casseruola, se di coccio è meglio, fate appassire la cipolla finemente affettata, fate appena prendere coloro all'aglio e aggiungete le acciughe già dissalate. Appena queste ultime si sono sciolte, aggiungete il pezzo di peperoncino e a seguire i pezzi di pomodoro. Lasciate cuocere per una mezz'ora circa. Appena i pomodori saranno cotti aggiungete i ceci e lasciate insaporire per 15 minuti. Aggiustate di sale e ultimate con abbondante origano e basilico freschi. Fate riposare almeno 30 minuti e servite con pane tostato.

Variante con acciughe fresche: cambia il sapore se eliminate quelle salate e mettete solo quelle fresche. Potreste usarle entrambe. Ad ogni modo vi consiglio di aggiungere le acciughe fresche appena scottate, poco prima di servire la zuppa, direttamente nel piatto del commensale, disposte in cima.

Variante veloce: usate i ceci già pronti e il gioco è fatto ma soprattutto evitate di tenere acceso il gas per troppo tempo: cosa assai consigliabile quando si raggiungono certe temperature esterne.

lunedì 23 giugno 2014

estate, nastri d'argento e secchi blu…spatola panata al profumo di erbette e limone


Mi ricordo, quando ero bambina e si andava dal pescivendolo, grandi secchi di colore blu chiaro, pieni di pesci lunghi e sottili, di color argento intenso. Nella mia fantasia assai fervida, i pesci perdevano il loro status ittico e diventavano nastri lunghi e brillanti, arrivati lì da chissà quale mondo, da chissà quale castello, in cui una principessa sbadata li aveva fatti volare via. Caduti in mare, venivano pescati e raccolti in quei secchi blu che, posti ai piedi del bancone, si offrivano ai miei occhi, incantati da un contenuto così vivido e brillante.
Oggi, ormai adulta, quei "nastri" amo cucinarli e, se vado in pescheria, li chiamo con il loro nome: "Spatola" o "pesce Sciabola". Si tratta di pesce assai comune, ricco di sapore seppur delicato. Cucinato in umido mantiene tutto il suo gusto di mare; cucinato con una leggera panatura e passato in forno, risulta assai sfizioso. Io ve lo propongo con una panatura profumata alle erbette, resa croccante da qualche mandorla e con il tocco brioso del limone.

Filetti di Spatola panati

1Kg di Spatola
150g di pane raffermo
una manciata di mandorle
misto erbette (maggiorana, timo, origano, menta)
scorza e succo di mezzo limone
olio evo

In un mixer mettete il pane raffermo, la manciata di mandorle e date un po' di giri in modo da ottenere un insieme ancora granuloso. Aggiungete il misto di erbette (timo, maggiorana, origano e menta), accennate un giro di lame e subito aggiungete la scorza e il succo del mezzo limone. Completate con un giro d'olio extravergine d'oliva. Il tutto non dovrà risultare "bagnato" ma umido. Dalla Spatola ricavate dei filetti (operazione che potrete chiedere al vostro pescivendolo), ungeteli leggermente e passateli nella panatura aromatica. Disponete i filetti in una teglia e infornate a 170 °C per 15-20 minuti.
Servite con uno Chardonnay siciliano, seduti davanti al mare.

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