mercoledì 10 settembre 2014

è ancora tempo di "tenerezze" e… sformatini di tinnirumi











































No, non vi preoccupate, non mi è preso nessun attacco di sdolcinatezza. Certo, il titolo può trarre in inganno, eppure chi è fedele lettore del mio blog sa benissimo che di questa ottima verdura, il cui nome dialettale viene tradotto in "tenerezze", ne avevo già parlato un po' di tempo fa qui all'inizio di questa avventura sul web. Mi arriva voce che molti siciliani con la nostalgia del sapore di questa verdura, siano riusciti a impietosire diversi contadini in varie parti d'Italia (all'Estero non so quale sia la situazione) per avere, a diverse latitudini dalle proprie, la loro razione estiva di "tenerezze".

Sformatini di tinnirumi (tenerezze)

un bel fascio di tinnirumi (una volta cotti dovreste ottenere 4 pallottole della misura di una mano ciascuna)
2 uova grandi o 3 normali
150 ml di latte intero o yogurt naturale
qualche pomodoro secco
una manciata di mandorle tostate (o in lamelle)
40g di caciocavallo ragusano o ricotta salata
basilico
maggiorana
pangrattato
olio evo

Pulite la verdura eliminando le parti più dure. Date una sbollentata in acqua salata. Accendete il forno a 170°C. In un mixer mettete il formaggio che verrà grattugiato. Aggiungete i pomodori secchi e date un altro giro. Infine mettete i tuorli, il latte e i tinnirumi ben strizzati e date qualche giro fino a quando il composto si amalgamerà bene. Per ultimo aggiungete qualche foglia di basilico, maggiorana e date un giro breve. A parte montate gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungeteli delicatamente al composto. Preparate una teglia rettangolare che riempirete per meno della metà d'acqua. In essa collocherete gli stampini individuali precedentemente oleati, cosparsi di pangrattato e in cui avrete versato il composto. Infornate e cuocete per circa 30 minuti (può anche occorrere di meno, dipende spesso dal forno).
Tritate le mandorle e usatele per cospargere gli sformati prima di servirli.

giovedì 14 agosto 2014

agosto, estate mia non ti conosco e…gazpacho












































solidale con gli amici nordici prendo atto dell'estate alquanto bizzarra. In effetti anche qui, alle mie latitudini africane, il caldo non è stato così estivo: pensate che una sera di metà luglio giravo con una sciarpa di lana sulle spalle! In questi ultimi giorni le cose sembrano cambiate e finalmente il termometro è salito di un po' di gradi, quindi eccomi qui a proporre ricette facili da preparare, a crudo, e altamente rinfrescanti. Ovviamente, quale ricetta corrisponde meglio alle caratteristiche testé elencate se non il gazpacho? Ottima soluzione per accompagnare le grigliate di ferragosto o da portare al mare al posto della tradizionale pasta al forno (sicuramente buona e meravigliosa ma un po' pesantuccia)


Gazpacho

1 kg di pomodori
2 cetrioli
2 peperoni
mezzo peperoncino
1 cipolla
200 g di pane raffermo
basilico, menta
un cucchiaio di aceto
olio evo
sale

Fare a pezzetti tutte le verdure e mettetele nel mixer assieme al pane tagliato a cubetti, al peperoncino, aggiungete un pizzico di sale e l'aceto e date un primo giro di lame. Quando ha raggiunto una consistenza cremosa, aggiungete le erbette e l'olio, aggiustate di sale e date un breve giro. Servire dopo un buon riposo in frigo, almeno 4 ore.


martedì 22 luglio 2014

uno tira l'altro... e mini muffins alle ciliegie e ricotta


Sono le ultime ciliegie. Ma se vi affrettate potete ancora fare questa ricetta. Oltre a essere buona è anche carina da presentare. L'unico rischio è che non vi fermate dopo i primi due ma continuereste fino a esaurimento. Io ho lasciato il nocciolo perché altrimenti si rovina la ciliegia. La presenza della ricotta nell'impasto lo rende soffice e assai appetitoso (volevo scrivere "seducente" ma temo sia un po' improprio come termine). Penso che da oggi userò spesso la ricotta negli impasti dei dolci, dà un risultato unico in termini di gusto e consistenza.

Mini muffins alle ciliegie e ricotta

250g di ricotta
250g di farina 00
2 uova
130g di zucchero
10g di lievito
60g di burro
latte q.b.
24 ciliegie
la scorza grattugiata di mezzo limone
zucchero a velo
sale

Accendete il forno a 170°C. Fondete il burro a bagno maria. Montate la ricotta con lo zucchero. Aggiungete le uova e il pizzico di sale. Continuate a montare fino ad avere un composto spumoso, unite il burro ormai tiepido e date un altro giro di frusta. In un'altra ciotola setacciate la farina con il lievito e unite la scorza di limone. Aggiungete il composto molle a quello secco e amalgamate con un cucchiaio. Se dovesse risultare troppo asciutto aggiungete un po' di latte.
Sistemate l'impasto nei pirottini già posizionati nella teglia (in questo caso ho usato quella da 24 per muffins più piccolini) e inserite una ciliegia per ogni piroettino. con della carta alluminio foderate i gambi delle ciliegie per evitare che si brucino durante la cottura.
Infornate per una decina di minuti un quarto d'ora.
Servite spolverizzando con zucchero a velo.


martedì 1 luglio 2014

arrivato il caldo ci facciamo la zuppa e…ceci al pomodoro e acciughe





















Se proprio non riuscite a rinunciare alla sensazione conturbante di una zuppa anche d'estate, quando il termometro segna i 30°C, il tasso di umidità è al 90% e non si muove foglia, potreste provare questa zuppa che si può preparare la mattina presto e non ha bisogno poi di essere riscaldata ma va mangiata a temperatura ambiente. L'ho preparata con le acciughe sotto sale ma volendo potreste usare delle acciughe fresche, in quel caso le aggiungereste appena scottate in padella, al piatto di ciascun commensale. Se andate di fretta, potrete usare dei buoni ceci in conserva che aggiungerete all'intingolo di pomodoro.
Che dirvi d'altro? ah già! strano eh? sto pubblicando un post solo dopo una settimana e non dopo mesi. Shhhhh, non notiamolo troppo, non sia mai che l'altra me se ne accorga e non posta più!


Zuppetta di ceci al pomodoro e acciughe

250g di ceci secchi
1 carota
1 costa piccola di sedano
1kg di pomodori tipo pixel
1 cipolla piccola
1 spicchio d'aglio
pezzetto di peperoncino
origano fresco
basilico greco fresco
4 acciughe sotto sale
olio
sale

La sera prima mettete a bagno i ceci. La mattina seguente fate a dadini la carota, il sedano e metteteteli in una casseruola con un giro d'olio. Fate insaporire appena e aggiungete i ceci scolati dall'acqua dell'ammollo. Date un giro di mestolo e coprite a filo. Lasciate cuocere per un'ora e oltre (dipende dal tipo di ceci) controllando che abbiano sufficientemente acqua, se doveste aggiungerne, mi raccomando che sia bollente: i legumi patiscono gli sbalzi termici. Nel frattempo sbollentate i pomodori, una parte li pelate e una parte no ( a me la "pellecchia" piace, voi fate come preferite). Fateli a pezzi grossi. In una casseruola, se di coccio è meglio, fate appassire la cipolla finemente affettata, fate appena prendere coloro all'aglio e aggiungete le acciughe già dissalate. Appena queste ultime si sono sciolte, aggiungete il pezzo di peperoncino e a seguire i pezzi di pomodoro. Lasciate cuocere per una mezz'ora circa. Appena i pomodori saranno cotti aggiungete i ceci e lasciate insaporire per 15 minuti. Aggiustate di sale e ultimate con abbondante origano e basilico freschi. Fate riposare almeno 30 minuti e servite con pane tostato.

Variante con acciughe fresche: cambia il sapore se eliminate quelle salate e mettete solo quelle fresche. Potreste usarle entrambe. Ad ogni modo vi consiglio di aggiungere le acciughe fresche appena scottate, poco prima di servire la zuppa, direttamente nel piatto del commensale, disposte in cima.

Variante veloce: usate i ceci già pronti e il gioco è fatto ma soprattutto evitate di tenere acceso il gas per troppo tempo: cosa assai consigliabile quando si raggiungono certe temperature esterne.

lunedì 23 giugno 2014

estate, nastri d'argento e secchi blu…spatola panata al profumo di erbette e limone


Mi ricordo, quando ero bambina e si andava dal pescivendolo, grandi secchi di colore blu chiaro, pieni di pesci lunghi e sottili, di color argento intenso. Nella mia fantasia assai fervida, i pesci perdevano il loro status ittico e diventavano nastri lunghi e brillanti, arrivati lì da chissà quale mondo, da chissà quale castello, in cui una principessa sbadata li aveva fatti volare via. Caduti in mare, venivano pescati e raccolti in quei secchi blu che, posti ai piedi del bancone, si offrivano ai miei occhi, incantati da un contenuto così vivido e brillante.
Oggi, ormai adulta, quei "nastri" amo cucinarli e, se vado in pescheria, li chiamo con il loro nome: "Spatola" o "pesce Sciabola". Si tratta di pesce assai comune, ricco di sapore seppur delicato. Cucinato in umido mantiene tutto il suo gusto di mare; cucinato con una leggera panatura e passato in forno, risulta assai sfizioso. Io ve lo propongo con una panatura profumata alle erbette, resa croccante da qualche mandorla e con il tocco brioso del limone.

Filetti di Spatola panati

1Kg di Spatola
150g di pane raffermo
una manciata di mandorle
misto erbette (maggiorana, timo, origano, menta)
scorza e succo di mezzo limone
olio evo

In un mixer mettete il pane raffermo, la manciata di mandorle e date un po' di giri in modo da ottenere un insieme ancora granuloso. Aggiungete il misto di erbette (timo, maggiorana, origano e menta), accennate un giro di lame e subito aggiungete la scorza e il succo del mezzo limone. Completate con un giro d'olio extravergine d'oliva. Il tutto non dovrà risultare "bagnato" ma umido. Dalla Spatola ricavate dei filetti (operazione che potrete chiedere al vostro pescivendolo), ungeteli leggermente e passateli nella panatura aromatica. Disponete i filetti in una teglia e infornate a 170 °C per 15-20 minuti.
Servite con uno Chardonnay siciliano, seduti davanti al mare.

mercoledì 28 maggio 2014

mousse di ricotta con composta di nespole speziata e…a volte ritorno

dedico questo post a una lettrice del blog, Enza. Preoccupata della mia prolungata assenza mi ha scritto una e-mail. Le sue parole sono arrivate alla fine di una giornata pesante, sconfortante. Il suo interessamento mi ha commosso. Grazie Enza!
Ammetto una certo imbarazzo a scrivere su questo blog dopo così tanto tempo; forse "imbarazzo" è una parola esagerata, potremmo dire disagio. Mi sento come quando, ragazzini, non si andava a trovare da molto tempo la vecchia zia che sapevamo lì ad aspettarci. Noi adolescenti, con mille problemi esistenziali, non trovavamo mai il tempo per andare da lei. Poi arrivava il giorno in cui decidevamo di andare, entravamo in casa, riconoscevamo le cose intorno, ritrovavamo lo stesso odore, tutto ci appariva familiare e immutato. Ma un disagio ci assaliva, quasi un senso di colpa per aver trascurato questa nostra cara e vecchia zietta che ci rinnovava adesso, il suo affetto, mentre contenta ci abbracciava sulla soglia di casa. Magari aveva preparato qualcosa di buono, un nostro piatto preferito. Ecco, d'un tratto, al primo boccone, ci si riappropriava di tutto quello che ci circondava e che per mesi avevamo dimenticato, trascurato. Quello strano imbarazzo, disagio si dissolveva mentre il sorriso della zia ci confortava come una carezza.

Mousse di ricotta con composta di nespole speziata
per 4 persone

400g di nespole (al netto del nocciolo)
80g di zucchero a velo
2 anice stellato
3 chiodi di garofano
250g di ricotta di bufala
45g di zucchero
mezza bacca di vaniglia
50ml di latte intero
biscotti integrali secchi o amaretti

Mettete le nespole già prive del nocciolo e della buccia in un pentolino con lo zucchero, le spezie (tranne la vaniglia che la useremo per la ricotta) e facciamo cuocere fino a che le nespole non diventino morbide. Intanto montiamo con una frusta la ricotta, il latte, lo zucchero e i semini della bacca di vaniglia. Essendo la ricotta di bufala molto grassa, dovrebbe montare con una certa  facilità.
Fate raffreddare la composta. Componete il dessert o in piccoli bicchierini monoporzione o in una grande ciotola. Mettete uno strato di mousse, uno di composta e uno di biscotti integrali secchi o amaretti sminuzzati grossolanamente e continuate fino ade esaurire gli ingredienti. Fate riposare in frigo per non più di un'ora e servite.

domenica 9 febbraio 2014

bisogna lasciare andare e…mini cake al cioccolato, nocciole e polvere d'arancia












































Se fossi capace di scrutare le stelle e rendermi conto della congiuntura astrale relativa al mio segno, sicuramente la posizione dei pianeti è messa in modo tale da indicarmi un solo e inequivocabile messaggio: lasciare andare. Nessun campo della mia vita si salva.
Giunta è l'ora in cui dovrò lasciare tutto ciò per cui in questi anni ho lavorato e faticato, giunta è l'ora di voltare le spalle a tutto ciò che mi ha permesso di arrivare fino a qui ma che, d'altra parte, mi addolorava.
Lasciare andare è rinunciare a qualcosa di meraviglioso ma che cela un inganno, un dolore immenso dietro l'angolo.
Lasciare andare è rendersi conto di quello che si è veramente ma non sempre si è pronti ad accettarsi e prendersi carico delle proprie fragilità.
Lasciare andare è conquistare la propria libertà e questo, forse, è la cosa che spaventa di più!
Sicuramente rimarrà con me la voglia di cucinare, mettere insieme ingredienti e realizzare qualcosa a cui, stavolta, lasciarsi andare.

Mini Cake al cacao, nocciole e polvere d'arancio

180 g di farina 00
100 g di nocciole tostate e tritate grossolanamente
20 g di cacao
3 uova
80g di burro fuso
120 g di yogurt
130g di zucchero + tre cucchiai abbondanti per lo sciroppo
sale
1 arancia di cui useremo la buccia
2 cucchiaini di polvere d'arancia
1/2 bustina di lievito per dolci

Accendete il forno a 170°C.
Montate le uova con lo zucchero e il sale. In una ciotola setacciate la farina con il cacao e il lievito. Aggiungete il tutto alle uova, mischiate, e mano a mano, unite lo yogurt, le nocciole tritate, il burro fuso. Per ultimo la polvere d'arancia.
Riempite lo stampo (io ho usato uno da 8 mini plus-cake). Infornate e lasciate cuocere per circa 20 minuti.
Dalla buccia dell'arancia ricavate delle scorzette e mettetele in una ciotola con dell'acqua ghiacciata.
In un pentolino mettete i tre cucchiai di zucchero e ricoprite d'acqua, dopo un po' otterrete uno sciroppo in cui immergerete le scorzette.
Sformati i piccoli cake, lasciate raffreddare e decorate con lo sciroppo e le scorzette candite.




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