sabato 21 maggio 2011

Ricca insalata di pollo, ceci, etc, etc per un ospite improvviso





















Nonostante mi trovi come latitudine più a sud di Tunisi, qui ancora il caldo estivo tarda ad arrivare. Anche di giorno, nonostante il sole, soffia un venticello bello fresco che ancora poco t'invoglia a mangiare una bella insalata e devo dire che i pomodori, ortaggio da me tanto amato, non hanno ancora il sapore sapido e zuccherino del sole.

All'arrivo di un ospite improvviso alle 13,30, quando hai finito pure le scorte di pasta, non puoi che preparare un pranzo improvvisato ed ecco che nasce quest'insalata che potremmo definire l'insalata del "vediamo cosa ho in frigo".

Preparare un'insalata a volte può sembrare banale ma più ingredienti metti maggiore dovrà essere l'attenzione al loro modo di stare insieme, devono trovarsi bene e in equilibrio.
Altro elemento importante per rendere appetitosa l'insalata è il condimento. Quindi oltre all'olio, sale e aceto, usiamo un po' di erbe aromatiche per dare un po' di brio e personalità.

Ricca di gusto, di verdure e con un buon apporto proteico è un piatto unico se accompagnata con del buon pane e poi seguita da un frutto.
*versione vegetariana, senza pollo ma con del formaggio tipo quartirolo
*versione vegana con dei cubetti di tofu 

Insalata di pollo, ceci, pomodori etc. etc

pollo arrosto (avanzo di quando si prende il pollo arrosto in gastronomia)
quattro pomodori
un cipollotto
una carota
un finocchio
200g ceci già lessati (potete usare anche quelli in scatola)
mentuccia
origano
olio evo
sale
Affettate il cipollotto e mettetelo in una ciotola con dell'aceto.
Affettate la carota e il finocchio con la mandolina, fate a pezzi i pomodori e mettete tutto in una insalatiera. Fate a filetti il pollo e aggiungetelo assieme ai ceci. In un barattolo di vetro con il coperchio, tipo quello della marmellata, mettete del sale, il cipollotto con parte dell'aceto, la menta e l'origano. Chiudete il tappo e agitate per bene. Aggiungete l'olio e agitatelo in maniera vigorosa.
Aprite il tappo e versate il contenuto nell'insalatiera. mescolate e servite.

venerdì 20 maggio 2011

Passato di finocchi con caprino e mandorle e...un po' di Svizzera


Oggi vi posto una ricetta arricchita da un ingrediente che arriva da lontano grazie alla gentilezza dei miei parenti svizzeri che saluto calorosamente e ancora ringrazio per il dono da me tanto apprezzato.

Io adoro i caprini ma a queste latitudini non se ne trovano. Quando mi trovo in giro per il nord Italia ne faccio incetta, sono tutti miei! 

Dopo averli gustati in purezza, con un po' di olio e pepe su un crostone di pane passato al grill, ho pensato bene di utilizzarli come completamento capace di caratterizzare un semplice anche se alquanto dignitoso, per gusto e aroma, passato di finocchi. Sono caprini prodotti in alpeggio, sul Monte Generoso, in Ticino, dove le caprette scorrazzano felici a brucare erbetta e fiori di montagna così il loro  latte e di conseguenza il formaggio con esso prodotto, assume  un gusto intenso e aromatico che difficilmente si riscontra nei caprini dozzinali da supermercato. Chissà se le caprette
abbiano pure incontrato Heidi.


Passato di finocchi con caprino

4 finocchi
2 patate
1/2 litro di brodo vegetale
un cipollotto
delle mandorle a scaglie
pepe nero macinato al momento
caprino

Mondate le verdure, affettate i finocchi e il cipollotto e fate a dadi le patate, mettete tutto in una casseruola, aggiungete il brodo e portate a cottura.
Lavorate il caprino e fatene delle quenelle che andrete ad appoggiare sulla zuppa passata al mixer e sistemata in scodelle individuali.
Cospargete di mandorle che avrete fatto tostare e di pepe.
Voilà un piatto semplice, veloce e completo dal punto di vista nutrizionale.
Se non si può reperire il caprino, una buona ricotta di pecora può sostituirlo, ma mancherà la consistenza e quel sapore pungente che solo il caprino può dare.


giovedì 12 maggio 2011

Il riscatto delle mele cotte e...mele farcite al forno

Quanti di voi associano le mele cotte a qualcosa tra l'ospedaliero, i ricoveri per anziani e quei cibi fatti trangugiare a forza "per il tuo bene"? 
ah, se solo le nostre mamme o nonne avessero avuto un po' più di fantasia! 

Intanto l'uso di  una bella teglia da forno, magari in ceramica, invece della casseruola, avrebbe sicuramente ispirato di più e suggerito un'idea di dolce, a questo punto le associazioni di sapori e odori sarebbero state immediate. 

Levando il torsolo rimane il buco con cosa lo riempiamo?  Rimasugli di biscotti secchi, spezie, buccia di limone o di arancia, uva passa o mirtilli secchi, mandorle o altra frutta secca, un po' di zucchero e il resto lo fa il forno. Ecco servito un dessert semplice, buono, sano magari lo si può accompagnare con una pallina di gelato o un ciuffo di panna



Mele al forno

4 mele
un rimasuglio di biscotti secchi 
spezie (cannella, chiodi di garofano, pepe bianco o semi di vaniglia e pepe bianco)
mandorle tritate (o noci...quello che preferite)
scorza grattugiata di un limone (o arancia)
succo di limone q.b.
mirtilli secchi o uvetta (o altra frutta disidratata)
zucchero di canna
burro

Prendere le 4 mele a cui taglierete la calotta, avendo cura di salvare l'eventuale picciolo. 
Con l'apposito attrezzo levate il torsolo, sistematele in una teglia in modo che stiano ben strette tra di loro e nel buco mettete un impasto composto dai biscotti secchi frantumati mischiati con le spezie, un po' di succo di limone, le mandorle, la frutta disidratata precedentemente ammollata, un po' di zucchero (dipende dai gusti, io neanche lo metto), la scorza grattugiata di limone, completate con qualche fiocchetto di burro e riposizionate la calotta il cui picciolo va avvolto nella carta stagnola onde evitare che si possa carbonizzare durante la cottura. 
Mettete in forno preriscaldato a 180°C per una mezz'ora, a metà tempo coprite con la carta stagnola e controllate che non si siano asciugate troppo, in tal caso aggiungete un po' d'acqua.
Con la speranza di aver contribuito a riconciliarvi con qualchenon sereno ricordo della vostra infanzia culinaria, vi saluto caramente.

giovedì 5 maggio 2011

Una nuova vita

E' nato il piccolo Gianluigi!!!! Tanti auguri a mamma Stefania e a papà Giancarlo, miei carissimi amici!

mercoledì 4 maggio 2011

Riso "del malato" e sul tempismo dell'influenza

In questo post avrei voluto parlarvi diffusamente della manifestazione culturale "A tutto volume"   : una tre giorni in cui la città di Ragusa diventa luogo d'incontro tra scrittori dell'ambito nazionale e gente comune appassionata. 
Tanti erano gli incontri a cui avrei voluto partecipare: per ragioni professionali a quello tenuto da Achille Bonito Oliva e, per ragioni di passione, a quello tenuto alla  Libreria Mondadori in cui veniva presentato il libro di Rita Russotto e Carlo Maria Sichel - Sicilia in cucina. 80 ricette della tradizione (e non ) - Sime books e di cui naturalmente avrei fatto un dettagliato reportage fotografico, ma soprattutto poteva essere l'occasione per incontrare altri appassionati di cucina come me, magari altri foodbloggers. 

Come avrete notato ho usato il condizionaleahimè!,  perchè di tutto questo mi è solo arrivata un'eco lontanissima a causa di una terribile influenza della serie "così non me la sono beccata mai". 

Consapevole di perdermi qualcosa di interessante e di buon livello culturale che raramente arriva in questa lontana provincia dell'impero, ero lì nel letto che mi contorcevo tra starnuti, colpi di tosse e dalla rabbia. 

Adesso vi pongo un quesito: secondo voi qual è tra tutti gli effetti incresciosi dell'influenza quello che più devasta nell'animo un appassionato di cucina che vive felice solo all'idea che ogni giorno possa scoprire o gustare qualcosa di buono? Non ci arrivate? 
Risposta: la totale assenza dell'olfatto e, di conseguenza, del gusto.

Ed è in questa funesta occasione che scopro che quando mangio, lo faccio per il piacere e non perchè mi debba nutrire; infatti, non riesco più ad andare oltre la seconda cucchiaiata, perchè non capisco più il senso di tale gesto. 
Ça va sans dire che oltre al piacere di mangiare mi passa il piacere di cucinare e quindi non saprei quale ricetta darvi al volo...mumble mumble, beh, potrei darvi la ricetta di quello che ho cercato di mangiare in uno di questi giorni da malata, un piatto che la mia mamma preparava sempre quando da piccoli stavamo male e quindi occorreva qualcosa di corroborante (la foto non ce l'ho, febbre troppo alta)


Riso con la carne o del malato (x 1 persona che mangia tanto)


100 gr di riso
150-200 gr di carne tritata netta
un bel giro d'olio evo
una spruzzata di limone
la buccia grattugiata di mezzo limone


Cuocete il riso in abbondanza d'acqua. Nel frattempo in un tegame, preferibilmente anti aderente, fate cuocere la carne, fino quasi a tostarla, così come si fa quando si prepara per il ragù (in dialetto a casa di mia madre, tale operazione veniva chiamata "sfusiare"). Ad essa aggiungete il riso già cotto, mescolate bene e servite con un giro d'olio, la scorza grattugiata   e una spruzzata di limone.
Inutile dirvi che su un'idea così le varianti per renderlo più gustoso sono infinite: carne aromatizzata con uno spicchio d'aglio e un fitto battuto di cipollotto o porro o per dare un tocco esotico, dello zenzero e cardamomo. Il riso può essere arricchito con delle verdurine come qui. Sbizzaritevi, così da riso "del malato" raggiunge rango di piatto da offrire agli amici!



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