giovedì 12 maggio 2011

il riscatto delle mele cotte

Quanti di voi associano le mele cotte a qualcosa tra l'ospedaliero, i ricoveri per anziani e quei cibi fatti trangugiare a forza "per il tuo bene"? ah, se solo le nostre mamme o nonne avessero avuto un po' più di fantasia!!! Intanto l'uso di  una bella teglia da forno, magari in ceramica, invece della casseruola, avrebbe sicuramente ispirato di più e suggerito un'idea di dolce, a questo punto le associazioni di sapori e odori sarebbero state immediate. Levando il torsolo rimane il buco con cosa lo riempiamo?  Rimasugli di biscotti secchi, spezie, buccia di limone o di arancia, uva passa o mirtilli secchi, mandorle o altra frutta secca, un po' di zucchero e il resto lo fa il forno. Ecco servito un dessert semplice, buono, sano magari lo si può accompagnare con una pallina di gelato o un ciuffo di panna...


Mele al forno

4 mele
un rimasuglio di biscotti secchi
spezie (cannella, chiodi di garofano, pepe bianco o semi di vaniglia e pepe bianco)
mandorle tritate (o noci...quello che preferite)
scorza grattugiata di un limone (o arancia)
succo di limone q.b.
mirtilli secchi (o altra frutta disidratata)
zucchero di canna
burro

Prendete le 4 mele a cui tagliate la calotta, avendo cura di salvare l'eventuale picciolo. Con l'apposito attrezzo levate il torsolo, sistematele in una teglia in modo che stiano ben strette tra di loro e nel buco mettete un impasto composto dai biscotti secchi frantumati mischiati con le spezie, un po' di succo di limone, le mandorle, la frutta disidratata precedentemente ammollata, un po' di zucchero (dipende dai gusti, io neanche lo metto), la scorza grattugiata di limone, completate con qualche fiocchetto di burro e riposizionate la calotta il cui picciolo va avvolto nella carta stagnola onde evitare che si possa carbonizzare durante la cottura. Mettete in forno preriscaldato a 180°C per una mezz'ora, a metà tempo coprite con la carta stagnola e controllate che non si siano asciugate troppo, in tal caso aggiungete un po' d'acqua.
Con la speranza di aver contribuito a riconciliarvi con qualche ricordo della vostra infanzia culinaria, vi saluto caramente.




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