lunedì 22 ottobre 2012

il mio primo corso di cucina e...arrosto di maiale alla lavanda























In un pomeriggio quasi pigro di questo autunno che porta il profumo di nocciole e cannella di una torta messa in forno, delle canzoni francesi che volteggiano nell'aria di questa casa in campagna, costretta a subire le folate di un vento ostinato e violento,  che sembra portarsi via pure il tetto.
In una condizione di quasi tranquillità (cosa che non accadeva da una vita) ho pensato di rendervi partecipi di alcune cose che ho fatto in questi ultimi mesi…tranquilli, finalmente qualcosa di positivo, non è che posso sempre lagnarmi di tutto!!!
Del lavoro presso la mostra di pittura del maestro Sandro Bracchitta vi avevo già fatto cenno qui, ma non vi avevo ben raccontato di un'altra folle avventura.
A luglio ho tenuto un corso di cucina sull'uso dell'erbe aromatiche (mia vera fissa) e delle spezie su invito dei ragazzi di Bauz. In un giorno di caldo torrido, una twingo verde con un'ammaccatura sul lato sx, arriva carica di piante aromatiche, barattolini, pentole, fidati e prodi utensili per cucina, da cui la sottoscritta non si separa mai, davanti all'ingresso di un grazioso locale di Ragusa alta. Prima Classe è il nome di questo ritrovo, difficile da definire in una categoria precisa: è un luogo in cui a qualsiasi ora puoi mangiare, bere giocare, prendere un tè,  Di quei luoghi in cui vai perché è come sentirsi a casa, in un'atmosfera tranquilla e rilassata. Tenere un corso è stata un'esperienza decisamente divertente anche se si trattava della mia prima volta: ero decisamente nel panico ma poi, una volta che mi sono messa a parlare di ciò che amo, a muovermi tra coltelli, pentole, verdure etc. etc.per magia tutta la tensione è sparita. Gli allievi sono stati bravissimi e soprattutto il 'padrone di casa' Peppe, ha contribuito parecchio a mettermi a mio agio grazie alla sua disponibilità.
Alcune delle ricette proposte le conoscete già in quanto pubblicate, altre invece non erano mai state cucinate/ fotografate per finire sul blog e presto le ritroverete nei prossimi post
Pasta ai pomodorini confit alla vaniglia
Purè di patate e carote allo zenzero
Vellutata di piselli e zucchine con mandolrle e santoreggia
Crumble di pesche al rosmarino

Arrosto di maiale alla lavanda

600 g di filetto di maiale
1 cipolla piccola o 3 scalogni
1 bicchiere abbondante di vino bianco
1/2 bicchiere di latte
1 cucchiaino di maizena
qualche rametto di timo
1 cucchiaino abbondante di fiori di lavanda secchi
olio evo
sale grosso
pepe in grani
qualche mestolo di brodo

Ungere d'olio aiutandosi con un pennello il pezzo di carne. Strofinarlo con il sale e il pepe e rosolare per bene con un po' d'olio in un tegame. Accendete nel frattempo il forno e impostate a 180°C.Terminata l'operazione di rosolatura togliere il maiale e metterlo da parte, al caldo. Nel tegame mettete un po' d'olio, aggiungete i fiori di lavanda, il timo, la cipolla tritata o gli scalogni e sfumate con il vino. Sistemate l'arrosto in una teglia, aggiungete il fondo e mettete in forno. Dopo 15 minuti girate il pezzo di carne e se il fondo risultasse molto asciutto, aggiungete del brodo. Proseguite per altri 20 minuti. La carne dovrebbe risultare cotta quando, praticando con uno stecchino un piccolo foro, il succo che fuoriesce  risulterà trasparente. Avvolgete il pezzo di carne nella carta d'alluminio. Dalla teglia recuperate il fondo, frullatelo con il minipimer, mettetelo in un pentolino e aggiungete il latte in cui avrete sciolto il cucchiaino di maizena. Addensate e mettete in una ciotola.
Prendete l'arrosto che nel frattempo si sarà intiepidito e tagliatelo a fette non troppo sottili che disporrete in un piatto di portata, irrorandolo con un po' del fondo ristretto. 


Queste alcune foto del corso
indovinate chi è
la brava allieva


il maiale




pomodorini alla vaniglia

crumble di pesche






















































Se avete notato ho cambiato il numero che riguarda la mia età nel profilo su a destra già da  15 giorni. Ecco, diciamo che non so se annoverarlo tra le cose positive accadute negli ultimi tempi ma tant'è!! Siccome si tratta di qualcosa di ineluttabile, tanto vale prenderla bene!!!


martedì 16 ottobre 2012

autunno in campagna e...pane alle nocciole per il world bread day 2012

























Questi ultimi giorni sono stati funestati da piogge torrenziali e piccole trombe d'aria che hanno fatto vittime vegetali, tra cui un mandorlo, il cui rosa del periodo della fioritura, allietava la mia vista quando mi affacciavo alla finestra. Da noi è finalmente arrivato l'autunno. L'aria è più fresca e umida, forte è l'odore di terra bagnata, sovrasta i profumi delle piante aromatiche. La luce del giorno è meno intensa, sembra spegnersi gradatamente ogni minuto che passa per terminare in quegli splendidi tramonti che solo in autunno sembrano carichi di colori e striature indescrivibili. Arriva poi il buio della sera, si comincia ad accendere la luce elettrica (o le candele se vi è qualche guasto alla centrale). Tutto sembra incamminarsi, in un trionfo di bellezza dai colori caldi dell'arancio, del marrone, del verde muschio, verso la stagione silenziosa, anche nei colori, dell'inverno. Le infinite sfumature di verde delle piante sembrano più nitide, i fiori violacei delle salvie, e, quelli dal colore meno intenso dei rosmarini, spiccano nella loro fierezza. Il verde delle foglie della vite cede, di giorno in giorno, il passo al rosso bruno, prima di accartocciarsi e volare via al primo leggero soffio di vento.
Con la memoria vado indietro nel tempo e ricordo l'autunno durante il mio periodo piemontese, nei fine settimana langaroli. Le colline così care a Pavese, ricchi di filari di vite lasciavano ogni tanto spazio a quei buffi cespuglioni che sono gli alberi di nocciole.
L'odore della stufa a legna si mischiava a quello più accattivante di una buona torta di nocciole o di semplici biscotti arricchiti da croccanti scaglie di questo frutto di cui sono ghiotta...ma questa è un'altra storia.
In memoria del periodo piemontese ho pensato di postare la ricetta di questo pane dato che oggi è pure il world bread day 2012

Pane semi integrale alle nocciole e miele

300 g semola grano duro
300 g farina integrale
300 g lievito madre
200 g di nocciole
1 cucchiaio di miele
acqua q.b.
un cucchiaio d'olio
sale

Sciogliete il lievito madre in un ciotola con l'acqua appena tiepida. Unite il miele, il sale e lasciate riposare una decina di minuti.
Sulla spianatoia mischiate le farine e mettetele a fontana. Al centro mettete la pastella e cominciate a impastare. Aggiungete acqua fino ad avere un impasto non troppo sodo. Unite le nocciole precedentemente tritate grossolanamente e l'olio. Lasciate riposare fino al raddoppio. A quel punto riprendete l'impasto e procedete con le pieghe del primo tipo e formate dei filoni. Lasciate riposare sempre in luogo tiepido, direttamente sulla teglia che andrà in forno per circa mezz'ora.
Accendete il forno a 200 °C. Infornate il pane mettendo una ciotolina d'acqua sul fondo del forno.
Cuocete per circa 20 minuti.
 






mercoledì 3 ottobre 2012

lost in tra...sloco e pain perdu con pesche, nocciole e rosmarino




























 ho pensato di postare questa quasi "non ricetta" che dalle mie parti, in dialetto, si chiama "pani persu".
Come accennavo già nel titolo del post, sono stata totalmente assorbita da un trasloco, che ha avuto le sue complicazioni di tipo logistico, ha comportato anche una grande fatica fisica di cui schiena e gambe ringraziano. É un trasloco che ha avuto anche delle inevitabili implicazioni di ordine emotivo e qui ritorna la parola "perso o perduto" che rimanda a qualcosa d'importante che non abbiamo più. Posso dire che negl'ultimi due anni ho perso parecchie cose: degli affetti importanti, amicizie e non ultimo il lavoro, insomma un periodo difficile. La perdita, di qualsiasi natura essa sia, ti porta comunque a una riflessione, a un momento di pausa e di analisi e devo dire che con le poche (o forse quasi inesistenti) energie rimaste, faccio davvero fatica a vivere le cose come ho sempre fatto. Sento come un bisogno di riposo, di tipo non solo fisico, un bisogno di distacco da quel turbine meraviglioso ma che ci consuma, che è la vita. Anche se già all'orizzonte intravedo un'altra nuvola nera, spero almeno di affrontarla senza quell'inclinazione, tipica del mio carattere, alla consunzione. Il poter dire, senza sensi di colpa e frustrazioni, non ce la faccio più.
Siccome anche se si perdono delle cose, altre ne spuntano o si ritrovano, oggi vi propongo questa ricetta che ha come base un pan brioche realizzato con una macchina del pane che è saltata fuori  dagli scatoloni. La consistenza era ottima, il gusto però era normale, mancava l'aroma della scorza del limone, bene diventato prezioso in questo momento: gli alberi di limone risentono ancora del caldo estivo (qui, fino a due giorni fa, c'erano 30°C) e fruttificano poco e con scarsa qualità e profumo. Ho pensato quindi a un riciclo che mi ha riportato all'infanzia, quando dalla cucina veniva il profumo di burro e zucchero che anticipava l'arrivo del "pain perdu o pane persu" per la nostra merenda.

Pain Perdu con pesche, nocciole e rosmarino

2 fette di pan brioche o pane morbido raffermo
un dito di latte
una grossa noce di burro
2 cucchiai di zucchero di canna
una pesca qualche ago di rosmarino
una manciata di nocciole tostate

In una padella antiaderente fate caramellare lo zucchero con le pesche tagliate a fettine e il rosmarino. Quando lo zucchero si sarà sciolto, raccogliete la frutta e mettetela da parte. Nella stessa padella fate sciogliere il burro. Appena caldo sarà pronto per accogliere le fette di pan brioche che avranno incontrato fugacemente il latte (i tempi dipendono da quanto il pane sia raffermo, comunque sconsiglio d'inzupparlo troppo). Fate dorare per bene. In un piatto sistemate le fette di pan brioche, adagiatevi le pesche profumate, completate con le nocciole tritate grossolanamente.

Su suggerimento di Gaia e Sabina, che ringrazio di cuore, con questa ricetta partecipo al contest "io non mangio da solo"http://iononmangiodasolo.blogspot.it. Una campagna di sensibilizzazione sui problemi di sotto nutrizione nel mondo proposta da ProgettoMondo Mlal. Regalando una ricetta si contribuisce alla realizzazione di un libretto la cui vendita e relativi proventi, sosterranno i progetti di questa organizzazione. Un piccolo gesto, che assieme a tanti altri, può magari migliorare le cose o comunque non lasciarci indifferenti (e già questo mi sembra qualcosa).


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