giovedì 8 giugno 2017

Dimenticare, ricominciare, ringraziare e…crumble di pesche al rosmarino e mandorle































E' ciò che mi propongo per questo mese di giugno, in effetti sono passati già 7 giorni dall’inizio come sono già passati anche  6 mesi ma faccio ancora fatica a capire da dove dovrei ricominciare, quando ci si sente così, esplosi in mille pezzi.
Ricomincio dalle mie mani, dalla mia testa, dalle mie passioni. Ricomincio da questo blog, l’unica cosa mia e che mi è rimasta. La difficoltà, però, è data dal fatto che non riesco a recidere con il passato.
Bisogna essere capaci di dimenticare quello che si è stati prima e soprattutto che si è posseduto e che è poi sparito per una volontà estranea alla propria, una volontà che si è subita. 
Bisogna ricollocarsi in un contesto che non ha più quei punti di riferimento, quella casa, quel lavoro, entrambi bellissimi. Tutto mi manca di quello che avevo, non riesco ancora a passare da quella strada che mi portava dritto a casa, la mia ex casa. 
Non riesco a non pensare al mio lavoro, all’amore e la passione che ci mettevo, se per caso mi capita di trovarmi in un bnb o sento qualcuno che parla di accoglienza ai turisti.
In entrambi i casi è tutto assai doloroso. 
Questo è un attaccamento alle cose, so che è sbagliato, so che sarebbe tempo di liberarmene ma nonostante tutti i buoni propositi non ci riesco. Non riesco a trovare una prospettiva che mi convinca e in cui identificarmi, capace di farmi tagliare con il passato. Anche perché il cambiamento è stato nettamente a ribasso e devo ancora riprendermi.
Rivedo le foto di piatti fotografati nella mia ex cucina, nella foto non si vede l’intero ambiente, ma a me basta vedere la luce o un dettaglio per ricordare dove e in quale angolo si trovava quel piatto. Da quando ho lasciato quella casa non sono riuscita a cucinare e quindi a fotografare. Qualche tentativo c’è stato ma è stato disastroso (anche perché molte cose, tra oggetti, stoffe e ammennicoli vari che usavo per i set, mi sono state portate via senza un motivo logico…).
Mi è stato detto che se avevo avuto dei risultati fino ad adesso, sia nel lavoro di b&b come per una foto, era dato dal fatto che abitassi quella casa, che dipendeva dalla bellezza del luogo, che di mio non mettevo nulla. 
Parole forti e per niente gentili, ma in questo periodo trascorso in un’ assoluta incapacità e apatia ho cominciato a pensarlo anch’io.
Forse prima di ricominciare, devo ricostruire, ricostruire me stessa, mettere insieme i punti di forza  e riflettere sui punti di debolezza e veder cosa si riesce a fare. 
Ma forse, prima di ogni altra cosa, dimenticare le persone che mi hanno ferito e poi infierito sul mio assoluto disagio, e ricominciare dalle persone che mi sono state accanto in tutti i modi, anche materialmente e che mi hanno “salvato” dal totale scoramento. 
E per questo sono più che fortunata e soprattutto grata a loro e alla vita che me li ha fatti incontrare. 
E sono grata a tutti gli amici virtuali che pur non conoscendomi personalmente, hanno sentito il bisogno di farmi sentire la loro stima, affetto, vicinanza. Ed è stato molto bello per me.
Allora ho pensato di proporre, in questo post, un dolce per ringraziare tutti quanti. 
E’ un dolce che propongo nei miei corsi di cucina sulle erbe aromatiche ma che non avevo mai fotografato. 
L’occasione poi si presentò un po' di tempo, fa quasi un anno, forse, quando un mio contatto di fb, mi chiese una ricetta con le pesche e lei in cambio realizzò un biglietto con il logo buccia di limone, bellissimo. Elisa, oltre a chiamarsi come me, è un cosiddetto contatto virtuale, non ci conosciamo di persona. Per una probabile affinità a distanza, una stima reciproca, è nato questo piccolo scambio. 
Episodi come questo mi dicono di continuare a scrivere da queste pagine perché vuol dire che qualcosa “passa” attraverso ciò che scrivo e ciò che cucino, non so effettivamente cosa ma non credo, alla fine, sia importante. Questa ricetta è quindi un simbolo di come le persone possano ritrovarsi anche virtualmente e sostenersi perchè al di là del mezzo usato, l'umanità e l'empatia esistono ancora. 

Ringraziare chi senza conoscermi mi è stato vicino mi sembrava un buon modo di ricominciare. Ricomincio da una pesca, magari lentamente, ma intanto ci provo. 
E’ una ricetta semplice con una nota insolita, magari sofisticata, come le cose che piacciono a me.
 Pescastrangefruit




















Crumble di pesche al rosmarino e mandorle

6 pesche
2 bei rami di rosmarino
60g di mandorle non pelate
150g farina integrale
100g + 50g di zucchero di canna
60g di burro
un pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone

Tritate le mandorle non troppo finemente con un rametto di rosmarino. In una ciotola mettere la farina, la scorza, i 100g di zucchero, il burro, il sale e le mandorle. Lavorate con le mani fino ad ottenere delle briciole mettete in frigo.
Nel frattempo accendete il forno a 180°C. Tagliate le pesche e scaldatele con un po' di burro e i 50g di zucchero e il secondo rametto di rosmarino. Non devono cuocere troppo, ma giusto insaporirsi.
Imburrate una terrina che può andare a tavola o  4 cocotte individuali, e riempiteli con le pesche, completate con il composto in briciole e mettete in forno nella parta bassa. Ci vorranno circa 25/30 minuti. Se la crosticina dovesse  prendere troppo colore, coprite con dell'alluminio.














2 commenti:

  1. L'abbinamento pesche rosmarino lo provai qualche anno fa in una confettura: meraviglioso!

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    1. Ciao, sì, la prima volta che lo provai mi conquistò subito. un caro saluto, e.

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