venerdì 19 aprile 2013

tante cose da raccontare (tra cui un imminente viaggio a New York) e...nessuna ricetta o quasi

Ho in forno un plum cake alle fragole e ricotta. Sarà il dolce che accoglierà i miei primi ospiti in assoluto del mio neonato B&B. L'ansia da prestazione mi consuma, eppure non è la prima volta che ospito delle persone. è vero che si è sempre trattato di amici, non si trattava di "prestazione di un servizio dietro corrispettivo". Speriamo bene! Questa era la prima cosa che volevo condividere con voi, eh sì, la mia ansia! Adesso parlo di un'esperienza molto bella che ho vissuto martedì. Ho partecipato a un corso in cui si spiegava l'utilizzo del lievito madre (di cui io sono praticamente dipendente ormai da un po' di tempo). Abbiamo utilizzato una farina macinata al momento, sotto i nostri occhi e non ho parole per descriverne il profumo. Appena macinata l'abbiamo usata per fare un impasto, utilizzando il lievito madre sciolto in un po' d'acqua. La sensazione al tatto di questa farina mi ha del tutto conquistata. Io già provo un piacere immenso quando affondo le mani nella farina di semola e il suo profumo m'incanta e sorprende ogni volta ma stavolta, sia al tatto che all'olfatto, la sensazione si è centuplicata. L'esperienza non è stata solo sensoriale ma decisamente bella per le persone che ho avuto modo d'incontrare. La "maestra" Caterina, che con il suo garbo e la sua voce pacata ci spiegava  l'importanza di gesti semplici (e in quanto tali straordinariamente belli): impastare con le mani, l'utilizzo di farine di grani del nostro territorio, assumere un atteggiamento più rispettoso verso la natura e tutto ciò che ci circonda. La nostra ospite Roberta, che con la sua dolcezza e disponibilità ha accolto questo corso negli spazi del suo ristorante, Singola Camera da Tè, un ristorante vegetariano, i cui prodotti sono per lo più locali, vengono selezionati seguendo non solo un criterio qualitativo ma anche etico (come gli avocado che vedrete più in giù, che arrivano dalle pendici dell'Etna e sono straordinariamente buoni e bio). I miei compagni di scuola, con cui è stato bello condividere questa esperienza e con cui è nato naturalmente la voglia di rivedersi e continuare a scambiare le proprie esperienze. 
Il pane che vedete nella foto è quello da me realizzato al corso e che mi ha regalato un piacevole momento per la colazione, accompagnato da un un velo di miele. Voi vi chiederete, le foto del corso? Sì, radiatemi pure dall'albo delle foodblogger, ho portato carta e penna ma non la macchina fotografica... :-))))

Sono arrivati gli ospiti, una coppia francese carinissima con cui si è subito entrati in confidenza: lei è una chef e lui un fotografo...(ma quanto parlo male il francese, c'è bisogno che lo pratichi!!)
Aggiornamento: il plum cake ha rischiato di bruciarsi, è diventato po' troppo scuro, per cena ho preparato la mia pasta preferita e mi è riuscita un po' mappazzosa...ma si può essere così sfigati, sarà stata l'ansia? Poche certezze ho nella vita, anzi avevo, tra cui la riuscita di questa ricetta, soliti ingredienti, stesso procedimento....grrrrr.
Nonostante la pasta mappazzosa e il cake abbronzato più del dovuto, abbiamo chiaccherato amabilmente fino all'una di notte e tra l'altro abbiamo scoperto di avere un'amica in comune, la strepitosa Alba Pezone che ha un bellissimo Atelier di Cucina a Parigi...una vera e propria carrambata! La mia gentile ospite si chiama Florence e ha anche un blog di cucina che si chiama Flofood.
La morale della giornata, considerato anche l'esperienza del corso, è che le passioni, quando le seguiamo e in esse crediamo, portano sempre a sviluppi positivi, capaci di creare legami e rapporti che altrimenti non esisterebbero, passioni che si ha voglia di condividere e danno l'occasione di aprirci al mondo.
Altra cosa che urge comunicarvi è che presto parto per New York. Starò via 8 giorni e se avete consigli da darmi o altro saranno bene accetti. Nono so se riuscirò a scrivere qualcosa di decente prima della mia partenza, magari un saluto veloce?!
Aspetto i vostri suggerimenti!
Intanto vi scrivo le dosi che la Maestra Caterina ci ha dato per il pane
600g di farina "viva" cioè macinata al momento, magari ricavata da grani diversi
180g di lievito madre già sciolto in un po' d'acqua
un pizzichino di sale 
acqua quanto basta per avere un impasto morbido.
Lasciare lievitare fino al raddoppio. Formare il pane, lasciare di nuovo lievitare e infornare a una temperatura di circa 200°C a forno statico con un ciotola d'acqua sul fondo per creare umidità!!

Dulcis in fundo, ho ricevuto un bellissimo riconoscimento da una blogger che amo tantissimo, per la sua scrittura geniale, per la sua forza e ironia, se non  la conoscete già, v'invito a passare da lei ma sappiate che dopo non ne potrete più fare a meno...!!! Betty Post New York





martedì 9 aprile 2013

in attesa della primavera..torta Pippi alle fragole e semi di papavero




























Sono tante le cose che questa torta mi fa ricordare. Era da circa 13 anni che non la facevo. Sarà stato l'odore delle fragole al mercato, una giornata di timida primavera, fatto sta che mi sono decisa a riproporla agli amici per il tè pomeridiano. Negli anni universitari a Torino acquistavo saltuariamente la mitica rivista La Cucina Italiana, mi sembra che questa ricetta la trovai proprio lì. La formula è molto semplice, per cui l'ho riproposta in seguito seguendo la frutta di stagione. Era sempre apprezzata dagli amici torinesi, anche allora organizzavo tè pomeridiani e cene. Fu chiamata "Pippi" perchè quello era il nomignolo con cui mi si chiamava, risultavo alquanto stravagante per gli standard sabaudi. L'ultima volta che l'ho fatta è stato  a Touluse, a casa di una famiglia numerosa, con dei figli che amavano essere coccolati, anche lì fu un successone!!!
Da allora, non so perché, ho sperimentato altro e l'ho del tutto dimenticata e poi, un sabato mattina al mercato, all'odore, più che alla vista, delle prime fragole, mi è tornata in mente. Appena arrivata a casa l'ho cercata nel mio quaderno mezzo sbrindellato dove avevo trascritto la ricetta (cosa davvero strana...) ed eccola qua. Inutile dirvi che è finita in un baleno....

Torta Pippi alle fragole e semi di papavero

500g di fragole
200g di farina
4 uova
60ml di latte o di yogurt
30ml di olio di semi
150g di zucchero
2 cucchiai rasi di semi di papavero
la buccia grattugiata di un limone
1 bustina li lievito per dolci
zucchero a velo

Accendete il forno a 170°C. Lavate e affettate le fragole. Imburrate una teglia di 24 cm di diametro.
In una terrina montate le uova con lo zucchero. Aggiungete la farina setacciata con il lievito e mescolate per bene aggiungendo il latte e poi l'olio. In ultimo unite la buccia grattugiata del limone e i semi di papavero. Sistemate un primo strato di composto nella teglia e distribuite parte delle fragole. Coprite con il resto del composto e completate con il resto delle fragole. Infornate per 35 - 40 minuti, affidatevi sempre alla prova stecchino.
Lasciate raffreddare, togliete dallo stampo con delicatezza e spolverizzate di zucchero a velo.


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