martedì 29 maggio 2012

peperonata allegra...ma non troppo!


















Con l'arrivo del caldo e dei peperoni colorati sui banchi del mercato ho pensato bene di preparare la prima peperonata della stagione. Il suo profumo è da sempre associato all'estate, così come la parmigiana di melanzane, altro piatto imprenscindibile della stagione estiva.

Però oggi tutto mi sembra triste, grigio! Le notizie che arrivano dall'Emilia Romagna sono dolorose e mi sembra che parlare di cibo, spensieratamente, oggi strida un po'! Vivo in una regione dove il terremoto è stata una costante della sua storia e ogni giorno si vive con la consapevolezza che tutto possa venire distrutto da un momento all'altro. Piangere i morti, ricominciare da zero, da quell'intorno distrutto, assieme alle proprie certezze, richiederà una forza sovraumana. Sicuramente la catena di solidarietà per la raccolta fondi darà i suoi frutti, ma ciò di cui ci sarà anche bisogno è il non fare sentire sole e abbandonate le persone colpite, indiscriminatamente, da questo dramma.

Peperonata

1kg di peperoni
2 patate medie
1 grossa cipolla
2 pomodori maturi
1 spicchio d'aglio
basilico
menta
mezzo bicchiere d'aceto rosso
un cucchiaio di zucchero
50 g di pinoli
olio evo
sale

Sbucciate e tagliate a dadi le patate. Rosolatele in una padella con un po' d'olio, lasciandole a metà cottura. In un tegame scaldate dell'olio con lo spicchio d'aglio e aggiungete la cipolla finemente affettata, quando sarà trasparente, aggiungete i peperoni precedentemente tagliati a piccole strisce, i pomodori a pezzetti e in fine una parte di basilico e di menta. Fate saltare bene le verdure a fuoco vivo per qualche minuto e poi, abbassate la fiamma e lasciate cuocere a metà coperchio per 15 minuti. Trascorso questo tempo aggiungete le patate e lasciate cuocere per una decina di minuti. Dopo, aggiustate di sale, aumentate la fiamma e aggiungete l'aceto con lo zucchero. Fate sfumare per bene e spegnete. Intanto in un padellino fate tostare i pinoli. Trasferite la peperonata in un piatto di portata, distribuitevi il resto della menta e del basilico, mescolate e cospargete con i pinoli. Lasciate raffreddare completamente. La peperonata deve riposare! Il riposo è un ingrediente fondamentale per la riuscita di questo piatto.


Passa parola TERREMOTO

ANNUNCI ALBERGATORI PER I TERREMOTATI:
Vista la gravità della situazione mettiamo a disposizione gratuitamente camere presso:

- HOTEL SPORTING - CAMPAGNOLA EMILIA (RE) TEL. 052275484 - 3923556690. Michele e Walter. ( Michele Brioni)
- Holiday Inn Ravenna, Via Enrico Mattei 25, 0544-455902
- Hotel Astra (Ferrara), Viale Cavour 55, CAP 44121, tel. 0532-206088
- Hotel Sporting di Campagnola Emilia (Reggio Emilia), tel. 0522-75484 392-3556690
- Don Alberto di Argelato (BO), via Funo 14 - alberto.maria.d@alice.it tel. 051-861505 333-5227908 338-3879861
- Hotel Commodore Cervia, via Lungomare Grazia Deledda 126, CAP 48015, Cervia (Ravenna) 0544-71666
- Hotel Perla Verde Milano Marittima, viale 2 Giugno 144, CAP 48015 Milano Marittima (Ravenna) 0544-994014
- Hotel President Cervia, via Irpinia 16, CAP 48015, Cervia (Ravenna), 0544-987470

POTREBBERO SERVIRE DONAZIONI DI SANGUE PER I FERITI
Ecco le sedi AVIS locali
http://www.avis.it/usr_view.php/ID=1403/id_regione=8#risultati_sedi

A MODENA SERVE SANGUE ZERO NEGATIVO

IN OGNI CASO C'E' BISOGNO DI:
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- Posate, bicchieri, piatti di plastica
- Doccia schiuma, shampoo, dentifricio, spazzolini
- Carta igenica, assorbenti, lenzuola, federe
- Stracci per il pavimento, spazzolone, secchi, guanti di plastica per pulizie e servizi igenici, detersivi per bucato a mano e lavatrice
Per i bambini:
- Latte in polvere, pannolini per neonati e bambini più grandi

059 200200 è il numero della protezione civile per assistenza nella zona di Modena.

Per favore chi non ha problemi non usi il cellulare. Linee sovraccariche rallentano gli aiuti.
Nelle zone coinvolte dal terremoto togliete le password delle linee WI-FI .Le reti cellulari non funzionano.

NUMERI DI EMERGENZA:
- Ferrara: 0532771546
- Modena: 059200200
- Mirandola: 0535611039
- San Felice: 800210644
- Cento: 3332602730

Telefono: 0535 49806 cellulare per urgenze 329 3179600
Mail: polizia.municipale@comune.cavezzo.mo.it
Comune di Cento: il numero verde non funziona x aiuti chiamare 3332602730

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Contattare la P. Municipale: 0535/611039, 800/197197.

giovedì 17 maggio 2012

il finocchietto dove lo metto?..nei muffins!!!




Continuo a proporvi ricette con le piante che spontaneamente crescono intorno a casa! Dopo gli asparagi selvatici è la volta del finocchietto che, con il suo aroma profuma, appena sfiorato, la stradina che porta fino al cancello di mia. Sarà che fin da piccola lo associo all'uva passa per via della pasta con le sarde tipicamente siciliana, fatto sta che il matrimonio tra i due lo trovo riuscitissimo!! Già, questo tipo di abbinamento lo avevo sperimentato qui ma con l'uva fresca e i semi di finocchietto. Il risultato mi era piaciuto parecchio e quindi ho pensato di riproporlo, stavolta, con le barbe di finocchietto appena raccolte e l'uvetta passa. L'esperimento è riuscito e sono stati apprezzati anche dalla mia amica Mariù a cui li dedico dato che, come me, adora questo tipo di connubio!!
Intanto ne approfitto per ringraziare Rita di Distrazioni sfiziose  e il blog Limone e caffè per avermi assegnato due premi. Fa piacere sentirsi pensati! Mi scuso se non ho potuto a mia volta fare lo stesso con altre foodblogger, ma per adesso non ho molto tempo, ma prometto che tra qualche giorno lo farò!

Muffins al finocchietto, uvetta e pinoli


280g di farina 0
8g di lievito per dolci
130g zucchero
90g di burro
250ml di yogurt intero naturale
1 uovo
100g di uvetta
un mazzetto di finocchietto
50g pinoli

Pulite il finocchietto e lessatelo in acqua bollente. Una volta cotto, strizzatelo benissimo, tritatelo con la mezzaluna. Mettete a mollo l'uvetta nell'acqua di cottura del finocchietto.
In una ciotola mettete gli ingredienti liquidi: l'uovo leggermente sbattuto con un po' di sale, lo yogurt, il burro fuso e mescolate. In un'altra ciotola mettete gli ingredienti secchi: farina, lievito, zucchero e dopo averli mischiati, versatevi gli ingredienti liquidi. Mescolate il tutto e aggiungete il finocchietto e l'uvetta strizzata bene. Imburrate uno stampo da muffins e riempitelo con il composto, completate con i pinoli.
Infornate a 170°C per 20 minuti circa.


domenica 13 maggio 2012

dov'è l'uovo?...nella cocotte con gli asparagi selvatici




























Posseggo queste cocottes da circa 10 anni e da allora, la mia maniera di cuocere le uova è cambiata. Quando non si tratta della solita, ma versatile, frittata o dell'uovo in purezza (al tegamino, strapazzato, alla coque o sodo) la maniera sbrigativa e altrettanto versatile, nonché elegante, di cuocere le uova è questa. Si può cuocerlo semplice, con un po' di pepe o la fantasia può sbizzarirsi, il risultato è comunque buono. Il grado di cottura lo decidete voi in base al vostro gusto (io lo preferisco con il tuorlo morbido tendente al ceroso) l'importante è usare un bagnomaria per non "aggredire", con il calore diretto del forno, le uova che altrimenti diventerebbero gommose. Questa versione è con gli asparagi e così partecipo alla raccolta di nella cucina di Laura che prevede l'uso di questo meraviglioso germoglio di una pianta che, si dà il caso, cresce spontaneo attorno casa mia...inutile dirvi che "cecata" come sono non riuscirei mai a raccoglierne così tanti quindi ringrazio chi pazientemente mi ha aiutata.


Uova in cocotte, con crema di asparagi e mandorle (x 6 cocotte)

2 mazzi di asparagi selvatici
6 uova
1 cipollotto
3 rametti di timo
3 rametti di maggiorana
buccia grattugiata di un limone
60g di mandorle a filetti
olio evo
pepe
sale

Dagli asparagi eliminate la parte più legnosa, risalite fin sulla cima staccandola e mettendola da parte, mentre il resto lo fate a rondelline, lo sistemate in un tegame assieme al cipollotto tagliato finemente e un goccio d'olio. Fate cuocere fino a quando il tutto sarà abbastanza morbido, regolate di sale e lasciate intiepidire. Le punte messe da parte andranno sbollentate in acqua salata per qualche minuto, il tempo di diventare un po' tenere.
Una volta cotti gli asparagi e il cipollotto, trasferiteli nel mixer e cominciate a frullare fino a ottenere una cremina morbida, eventualmente aiutatevi con un po' d'acqua di cottura delle punte. All'ultimo giro di mixer, aggiungete la maggiorana, il timo e la buccia grattugiata del limone.
Ungete le 6 cocotte e distribuitevi il passato di asparagi e rompete un uovo in ogni cocotte, aggiungete un pizzico di sale e un po' di pepe.
Prendete una teglia rettangolare, disponetevi le 6 cocotte e riempitela a metà con dell'acqua bollente. Mettete in forno a 170°C per 7-10minunti dipende dal grado di cottura che preferite. Tostate le mandorle che poi aggiungerete al momento di servire.





lunedì 7 maggio 2012

cannolicchi di primavera e...un altro premio



                     



Sono contenta e ringrazio Serena di Sere in cucina di avere pensato a me. É un premio che incoraggia le food bloggers che muovono i primi passi in questo mondo delle meraviglie, di scambi continui tra chi condivide la stessa passione per il cibo, qesta forma di convivialità virtuale ma che spesso dà emozioni reali!
A mia volta assegno il premio a altri 5 blog:

In mente ne avevo parecchi ma ho dovuto operare una scelta del tutto lasciata al caso (era difficile altrimenti!!)

Le regole per 'ritirarlo' sono le seguenti:

- nominare chi assegna il premio
- donarlo a 5 blog con meno di 200 followers
- avvisare i destinatari con un messaggio sul blog

Grazie ancora cara Serena!! :-)))

Adesso passiamo alla ricetta. Questo tipo di cannolicchi (li chiamo così perchè sono più stretti rispetto ai soliti cannelloni) li cucino per il pranzo di Pasqua, come benvenuto alla Primavera che generosa ci regala le verdure e gli aromi delle erbette che per tutto l'inverno abbiamo quasi dimenticato e che il solo ricordo ci immalinconiva un po' in quei pomeriggi bui e freddi (è certo, però, che ci consolavamo degnamente!!!).
E adesso passiamo al momento più tragico di questo post, devo fare una confessione che potrebbe radiarmi per sempre da questo Eden incantato che è il mondo dei food blogger: ebbene sì, lo confesso, io utilizzo la pasta secca all'uovo di una nota marca per preparare le lasagne o altro tipo di pasta al forno, come in questo caso! Giusto per autopunirmi di tale malefatta, per questa ricetta mi "diverto" a sbollentare i rettangoli di pasta fino a quando non diventano un po' morbidi, li tiro su con una pinza, li divido in due et voilà il rettangolo pronto per essere farcito e poi arrotolato per diventare un cannolicchio.
Volete lo stesso proseguire? Beh allora vi do la ricetta!!!


Cannolicchi di primavera ( x 6 persone)

20 rettangoli di pasta secca all'uovo
-per la farcia:
1 kg di ricotta di pecora o vaccina
buccia di 1 limone grattugiata
60g di grana grattugiato
qualche cucchiaiata di latte intero
pepe di sichuan
qualche rametto di maggiorana
-per il ragù di verdure:
300g di piselli
2 carote
1 porro
2 cipollotti
300g di fave
300g di patate
300 g di fagiolini 
500g di zucchine
olio evo
sale
alloro
basilico
500ml di latte
Lavate e asciugate tutte le verdure. Riducete a piccoli cubetti la carota, la zucchina, le patate e dividete in tre ogni fagiolino. Scaldate in un tegame l'olio con 2 foglie d'alloro e qualche foglia di basilico. Aggiungete il cipollotto e il porro tagliati sottili, quando diventano trasparenti, aggiungete le carote. Intanto in un'altra piccola padella fate rosolare le patate, anch'esse ridotte a cubetti. Nel tegame, dopo le carote, aggiungete i piselli, le fave e i fagiolini. Lasciate cuocere per un po', circa un quarto d'ora, 20 minuti. Aggiungete le zucchine e dopo 10 minuti le patate già rosolate. Continuate per altri 10 minuti, aggiungete qualche foglia di basilico, salate e spegnete.
In una terrina montate, con l'aiuto di una frusta, la ricotta con un goccio di latte. Aggiungete delle foglie di maggiorana e la buccia grattugiata del limone. Completate con una generosa spolverata di pepe di sichuan (se non ce l'avete va bene del pepe normale).
In una pentola portate a bollore dell'acqua salata e tuffatevi 2 o 4 alla vota i rettangoli di pasta. Appena risultano un po' più molli tirateli su, adagiateli su un tagliere e divideteli in due. Aiutandovi con un cucchiaio, adagiate sulla sfoglia della ricotta e arrotolate per chiudere a cilindro.
Preriscaldate il forno a 200°C. Imburrate una teglia, mettete uno strato di ragù e cominciate a disporre i cannolicchi, come tanti soladatini. Fatto il primo strato, copriteli con abbondante ragù e abbondante grana grattugiato. Irrorate con del latte (io non uso la besciamella, con il latte rimane tutto meno pastoso). Fate un altro strato di cannolicchi e completate con il ragù, altro grana, latte e infornate. Dopo 20 minuti controllate la cottura, se vi sembra asciutto aggiungete ancora altro latte e lasciate ancora per il tempo necessario che il latte si assorba.


martedì 1 maggio 2012

è uno strudel? no, è una "scaccia" e...un anno è già passato!!!






















Eccomi di nuovo qui, tra voi. Per festeggiare, in ritardo di qualche giorno, il primo anno con voi (eh sì, tutto ebbe inizio qui) e avere modo di ringraziarvi tutti quanti per l'affetto con cui mi seguite (sono queste le cose che fanno bene al cuore!!!) ho pensato di farlo con una ricetta tipica della mia zona, di cui sono ghiotta e a cui sono legata affettivamente. Il gusto mi porta indietro nel tempo, ai pomeriggi con la mia amica carissima Stefania. Dopo aver studiato andavamo a rintemprare lo spirito in qualche rosticceria: bastavano 500 lire e compravamo una scaccia appena sfornata, caldissima (non erano rare le ustioni alla lingua, tanta era la voglia di dare un morso, così inebriate dal profumo) e un' arancina! Più di una volta ci siamo dilettate nella gara, non proprio di "bonnes filles rangées", a chi ne mangiava di più, ma erano altri tempi e il metabolismo funzionava alla perfezione!!
La scaccia è un'invenzione straordinaria, tipica della provincia di Ragusa  e che già, in tale esiguo territorio, conta più versioni e, manco a dirlo, ogni paese pensa di avere quella migliore (io non faccio eccezione e penso che a Modica le facciano meglio, eh, eh, eh).
É una ricetta antica, popolare che nasce per rispondere a quel bisogno fondamentale di sfamare con il minimo dispendio di risorse e anche all'esigenza di facile trasportabilità, tipica di chi si recava al lavoro nei campi, lontano da casa.
Si preparavano una volta a settimana quando si accendeva il forno per preparare il pane. Si farcivano con quello che si aveva al momento (dal pomodoro e formaggio alla ricotta, dalle patate al prezzemolo e cipolla etc. etc.) le verdure, come broccoli, spinaci o biete, si utilizzavano per una tipologia diversa che si chiamava "buccatedda" e di cui parlerò a parte, in un altro post.
La scaccia era un piatto che difficilmente si trovava sulle tavole economicamente più fortunate  in quanto cibo tipico delle classi più umili ma sicuramente dotate di maggiore creatività: un ringraziamento particolare va alla donna, mamma e moglie, a noi sconosciuta, la cui figura si perde nel passato, che inventò tale prodigio di gusto e di sapori!
Quando mi trovo a dover spiegare cosa sia la scaccia la paragono, come struttura, allo strudel trentino: no, non sono folle, il principio è lo stesso, una pasta leggera, tirata sottile da farcire, richiudere come un rotolo e infornare. Inoltre quando scoprii la verità sulla pasta da strudel, che in alcune versioni prevede le uova e in altre solo acqua o altro liquido, mi sono accorta di come le proporzioni erano similari. Che abbia trovato ciò che unisce l'Italia? Due regioni opposte in tutti i sensi, non solo geograficamente? A parte gli scherzi, v'invito a provare queste due versioni che vi propongo: la prima poverissima, con prezzemolo, cipolla, qualche acciuga e del pomodoro fresco, l'altra già più ricca con ricotta e fave in linea con la stagione. Inutile suggerirvi che sono ottime per un pic-nic, un buffet o antipasto un po' rustico.
Alcune ricette della pasta prevedono l'uso delle uova, altre no, così come del lievito di birra! Vi do quella che preparo io che si avvicina parecchio a quella utilizzata per i pastieri e le cassatelle.
Inutile dirvi che preparate il giorno prima sono più buone ma è difficile resistervi appena sfornate!


Scaccia con prezzemolo, cipolla, acciuga e pomodoro fresco
per la pasta:
500g di farina di semola
2 uova
acqua q.b.
sale
mezzo cucchiaio di succo di limone
olio extravergine d'oliva
2 g di lievito di birra fresco (facoltativo, per maggiore sicurezza nell'ottenere una certa morbidezza)

per la farcia:
2 mazzetti di prezzemolo
2 cipolle
4 pomodori
100 g di formaggio primo sale
 qualche acciuga sott'olio
olio evo
sale

Mettete la farina a fontana e rompetevi le uova. Aggiungete il sale e sbattete leggermente. Se utilizzate il lievito, scioglietelo in un po' di acqua tiepida e aggiungete alle uova. Cominciate a intridere la farina con i liquidi, unite il limone e, se necessario, aiutatevi con dell'acqua fino a raggiungere una consistenza soda. Fate una fossa nell'impasto e aggiungete 2 cucchiai di olio d'oliva. Continuate a lavorare per una decina di minuti. Lasciate riposare l'impasto per un'ora in un luogo tiepido.
Lavate e asciugate il prezzemolo e i pomodori. Fate a pezzi grossi la cipolla. Riducete a pezzetti il primo sale. Mettete nel mixer la cipolla e riducetela a dadini piccolissimi, aggiungete il prezzemolo e fate in modo che il mixer vada ad intermittenza, in modo da non "bruciare" il prezzemolo, aggiungete il pomodoro a pezzetti, un po' di sale e olio.
Prendete la pasta, dividete in 4 panetti (vengono delle scacce piccole, più carine), 3 copritele con un panno e cominciate a lavorare il primo.
 In una spianatoia infarinata cominciate, con l'aiuto del mattarello a stendere la pasta fino a quando non risulti molto sottile (senza esagerare...deve reggere il ripieno). A questo punto spennellate d'olio la superficie e cominciate a spalmare il misto di prezzemolo, cipolla e pomodoro, rifinite con qualche acciuga e pezzi di formaggio qui e là. Prendete un'estremità e richiudetela per metà, così farete anche con l'estremità opposta. A questo punto vi ritroverete con la sfoglia pronta per essere di nuovo farcita, ma con parsimonia altrimenti non regge il peso. Quindi spennellate d'olio la superficie e spalmate altro ripieno. Fatto questo ripiegate una parte sull'altra e sigillate l'estremità più corte. Siccome le preparo da sola non ho modo di fotografare questi passaggi, provvederò al più presto!! Disponete in una teglia rivestita di carta forno e infornate a 200°C per 20 minuti, fino a quando non si dorino.



Scaccia con ricotta e fave
per la pasta come sopra.

per la farcia:
800g di fave già pulite
1kg di ricotta vaccina o di pecora
una cipolla grande
latte
pepe nero

Fate imbiondire la cipolla in un tegame con un po' di olio e aggiungete le fave. Lasciate cuocere fino a quando non diventino tenere, salate e lasciate raffreddare. Montate la ricotta con un po' di latte e arricchite con del pepe nero.
Preparata la sfoglia da farcire, spennellate d'olio, spalmate di ricotta e aggiungete le fave con la cipolla. Non esagerate, altrimenti la sfoglia rischia di rompersi! Infornate a 200°C per 20 minuti fino a doratura.

Il vino
- Sherazade - Donnafugata - 2008
    nero d'avola
- Noa - Cusumano - 2009
    nero d'avola 40% - merlot 30% - cabernet sauvignon 30%


Il suggerimento per l'abbinamento del vino mi è stato gentilmente dato dal mio mirabolante, quanto raffinato zio gourmet!
Grazie!



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