lunedì 22 settembre 2014

non le solite facce e…fiori di zucchina ripieni

























Fin da bambina sono sempre rimasta affascinata dalla complessità dei volti, dalla loro diversità, ricchezza di particolari. Un volto ha una forma, tratti ben precisi, mille e svariate espressioni. Proprio questa dimensione cinetica che rimescola linee e curve mi ha sempre incantato.
Per il lavoro che faccio mi ritrovo a incontrare tante facce, belle, meno belle, giovani, giovanissime e meno giovani, ma sempre particolari e affascinanti per la loro unicità. Di ogni ospite ricordo un particolare, una data espressione, un taglio d'occhi, una maniera di muovere le labbra mentre ride o mentre parla. Questi volti sono sorpresi dal mio sguardo a ogni ora del giorno, soprattutto in quelle più impietose: la mattina presto, appena svegli o la sera tardi, dopo una giornata, sfatti dal caldo e dalla fatica. Il mio catalogo ideale di facce è così, ogni volta, sempre più ricco e il mio desiderio di osservazione è pienamente soddisfatto, peccato che qualcosa si perderà negli anni, ma la ricchezza che ogni viso mi ha dato è immensa, ha sempre svelato un carattere, uno stato d'animo, una gioia, una sofferenza o un disagio, l'umanità nella sua accezione più totale.
Sicuramente non posso dire "che noia, le solite facce!"cosa che mi renderebbe la vita assai pesante.
Per fugare ogni rischio cerco di non guardarmi mai la mattina allo specchio. Peccato però che, il giorno in cui ciò accade, dopo un po' di tempo, scopro qualcosa di rovinosamente cadente o incontrovertibilmente incanutito ed è sempre uno shock. Una volta ripresami, posso comunque dire che è un viso un po' diverso da quello che avevo visto qualche tempo prima, anche se alquanto familiare, e la noia è così scongiurata!

Anche in cucina la noia è sempre in agguato e allora vi propongo una maniera diversa di farcire dei bei fiori di zucchina, idea che mi è venuta vedendo quello che avevo tra frigo e dispensa.

Fiori di zucchina ripieni con crema di carote etc.etc.

20 fiori di zucchina
80g di ricotta
2 carote lesse
mezza cipolla lessa
4 pomodori secchi
una manciata di mandorle
3 cucchiai di grana padano grattugiato
6 rametti di maggiorana
pepe nero o di Sichuan
pangrattato
olio evo

Prendete i fiori, apriteli con cura e eliminate il pistillo. Pulite con delicatezza. Nel mixer mettete la manciata di mandorle, tritate grossolanamente, aggiungete le carote, i pomodori secchi, la cipolla e date un giro. Proseguite con la ricotta e terminate con la maggiorana, il pepe e 2 cucchiai di grana. Se la farcia dovesse risultare un po' densa, aggiungete un goccio di latte.
Accendete il forno a 170 °C. Farcite i fiori con delicatezza e, una volta chiusi, adagiateli su una teglia appena unta d'olio. Una volta disposti, cospargeteli di pangrattato mischiato con il cucchiaio di grana padano. Mettete in forno per una ventina di minuti circa.
Servite una volta intiepidito.

mercoledì 10 settembre 2014

è ancora tempo di "tenerezze" e… sformatini di tinnirumi











































No, non vi preoccupate, non mi è preso nessun attacco di sdolcinatezza. Certo, il titolo può trarre in inganno, eppure chi è fedele lettore del mio blog sa benissimo che di questa ottima verdura, il cui nome dialettale viene tradotto in "tenerezze", ne avevo già parlato un po' di tempo fa qui all'inizio di questa avventura sul web. Mi arriva voce che molti siciliani con la nostalgia del sapore di questa verdura, siano riusciti a impietosire diversi contadini in varie parti d'Italia (all'Estero non so quale sia la situazione) per avere, a diverse latitudini dalle proprie, la loro razione estiva di "tenerezze".

Sformatini di tinnirumi (tenerezze)

un bel fascio di tinnirumi (una volta cotti dovreste ottenere 4 pallottole della misura di una mano ciascuna)
2 uova grandi o 3 normali
150 ml di latte intero o yogurt naturale
qualche pomodoro secco
una manciata di mandorle tostate (o in lamelle)
40g di caciocavallo ragusano o ricotta salata
basilico
maggiorana
pangrattato
olio evo

Pulite la verdura eliminando le parti più dure. Date una sbollentata in acqua salata. Accendete il forno a 170°C. In un mixer mettete il formaggio che verrà grattugiato. Aggiungete i pomodori secchi e date un altro giro. Infine mettete i tuorli, il latte e i tinnirumi ben strizzati e date qualche giro fino a quando il composto si amalgamerà bene. Per ultimo aggiungete qualche foglia di basilico, maggiorana e date un giro breve. A parte montate gli albumi con un pizzico di sale. Aggiungeteli delicatamente al composto. Preparate una teglia rettangolare che riempirete per meno della metà d'acqua. In essa collocherete gli stampini individuali precedentemente oleati, cosparsi di pangrattato e in cui avrete versato il composto. Infornate e cuocete per circa 30 minuti (può anche occorrere di meno, dipende spesso dal forno).
Tritate le mandorle e usatele per cospargere gli sformati prima di servirli.

Linkwithin

Si è verificato un errore nel gadget