lunedì 23 giugno 2014

estate, nastri d'argento e secchi blu…spatola panata al profumo di erbette e limone


Mi ricordo, quando ero bambina e si andava dal pescivendolo, grandi secchi di colore blu chiaro, pieni di pesci lunghi e sottili, di color argento intenso. Nella mia fantasia assai fervida, i pesci perdevano il loro status ittico e diventavano nastri lunghi e brillanti, arrivati lì da chissà quale mondo, da chissà quale castello, in cui una principessa sbadata li aveva fatti volare via. Caduti in mare, venivano pescati e raccolti in quei secchi blu che, posti ai piedi del bancone, si offrivano ai miei occhi, incantati da un contenuto così vivido e brillante.
Oggi, ormai adulta, quei "nastri" amo cucinarli e, se vado in pescheria, li chiamo con il loro nome: "Spatola" o "pesce Sciabola". Si tratta di pesce assai comune, ricco di sapore seppur delicato. Cucinato in umido mantiene tutto il suo gusto di mare; cucinato con una leggera panatura e passato in forno, risulta assai sfizioso. Io ve lo propongo con una panatura profumata alle erbette, resa croccante da qualche mandorla e con il tocco brioso del limone.

Filetti di Spatola panati

1Kg di Spatola
150g di pane raffermo
una manciata di mandorle
misto erbette (maggiorana, timo, origano, menta)
scorza e succo di mezzo limone
olio evo

In un mixer mettete il pane raffermo, la manciata di mandorle e date un po' di giri in modo da ottenere un insieme ancora granuloso. Aggiungete il misto di erbette (timo, maggiorana, origano e menta), accennate un giro di lame e subito aggiungete la scorza e il succo del mezzo limone. Completate con un giro d'olio extravergine d'oliva. Il tutto non dovrà risultare "bagnato" ma umido. Dalla Spatola ricavate dei filetti (operazione che potrete chiedere al vostro pescivendolo), ungeteli leggermente e passateli nella panatura aromatica. Disponete i filetti in una teglia e infornate a 170 °C per 15-20 minuti.
Servite con uno Chardonnay siciliano, seduti davanti al mare.

venerdì 6 giugno 2014

Alessandro Borghese, il suo libro "tu come lo fai", la festa di libri "A tutto volume" e ...me



Arriva un messaggio sulla chat di FB. Il mio amico Vincenzo mi scrive: "cara Elisa ti andrebbe di presentare il libro di Alessandro Borghese alla festa dei libri di A tutto volume?"
Io rispondo: "Caro Vincenzo ho un serio problema a parlare in pubblico e intendo molto serio"
Vincenzo risponde con una risata e io mi convinco in un nano-secondo.

Il nano-secondo dopo me ne sono già pentita.
Le mani cominciano a sudare e arrivano i crampi allo stomaco.
Dopo 5 minuti mi chiedo " e se fosse una sfida come quella volta che accettasti di preparare un pranzo per 20 persone?" e mi rispondo con un'altra domanda "perché ho bisogno di sfide?" In questo delirio marzulliano continuai per non so quanto tempo poi, per sfinimento, terminai questo massacro di neuroni.
Dopo qualche giorno mi arrivò il libro e cominciai a leggerlo, a studiarlo. Ma prima approfondii la mia conoscenza di Alessandro Borghese che sapevo essere un cuoco televisivo ma che non avevo mai visto proprio per questo: io non ho la tv da 10 anni.
Questo baldo giovanotto mi fece subito simpatia e cercai traccia di questa mia prima impressione nel suo libro.
 La cosa che mi piacque molto è che ogni ricetta è accompagnata da un brano musicale, particolarità che lo rende originale rispetto a tutti glia altri libri di cucina.
Il repertorio musicale è per lo più rock ma troviamo anche molti classici del jazz e del pop: devo dire che provare a fare la ricetta della pasta choux per i bignè con i Beatles in sottofondo ha avuto un suo perché.

















La mia prima esperienza da moderatrice/presentatrice è stata positiva nonostante il primo momento di panico quando, raggiunta la postazione, vidi il sagrato della magnifica Chiesa di San Giovanni gremito come non mai.
Eh sì, quella gente aspettava Alessandro Borghese e quindi anche me.
Tutto è andato bene anche perché Alessandro e io siamo riusciti a trovare un dialogo capace di coinvolgere il pubblico, di rilassarci perché alla fine parlavamo di cibo e di ricette, un amore condiviso da entrambi.

Photo Credits: Marcello Bocchieri

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