venerdì 27 settembre 2013

ritorni e...mini strudel alle mele e nocciole












































I ritorni di cui parlo sono quello dei miei primi ospiti del b&b di cui ho accennato qui e quello del mio compleanno (eh sì, questo è un appuntamento fisso che avviene ogni anno e forse, più che di ritorno, dovrei parlare d'inesorabilità del tempo che passa!). Tale giorno è comunque l'occasione per rivedere gli amici, anche quelli con cui non ci s'incontra, con una certa regolarità, durante l'anno, in un clima di festa: chiacchere, sorrisi, abbracci, risate e naturalmente cose buone da mangiare e da bere.
Ma oltre ai ritorni vi sono nuove conoscenze, reali o virtuali, che aprono nuovi orizzonti e che fanno crescere, esperienze che si consolidano e magari evolvono in altre mille cose, inaspettate.
Dopo il soggiorno di Florence e Francois -Xavier a casa mia, nel mese di aprile, vi è stato un reciproco desiderio di rimanere in contatto via fb e di vederci su skYpe, di tanto in tanto. Non si sa cosa capiti ma a volte, certi incontri, portano con sé una magia, una carica di positività. Così è stato con loro. E non so come spiegarvi il piacere immenso che provo nel poterli di nuovo avere qui, da me, di poter stare insieme e di poter cucinare e fotografare insieme: Florence è una chef e Francois-Xavier è un fotografo, cosa desiderare di più? mi sembra un sogno.
Altri incontri positivi hanno segnato quest'ultimo mese (e non sto tenendo conto degli ospiti del b&b che sono stati davvero fantastici) una fotografa e scrittrice sensibile e speciale che si chiama Mirna, conosciuta via fb così come uno scrittore, Marco, che ho scoperto avere una casa a Scicli luogo d'ispirazione e tranquillità per il suo lavoro. Due conoscenze virtuali diventate concrete, reali. Certo è, nonostante le mie perplessità sul fenomeno fb, dopo 6 mesi di utilizzo, mi ha regalato cose belle e la possibilità di conoscere, anche se in modo virtuale, persone a me molto affini per sensibilità e pensiero, a questo proposito non posso non fare il nome di Antonio (amico reale di Marco e forse anche di Mirna) che completerebbe il quadro se decidesse un giorno di venire a trovarci!
Se la prima pioggia violenta di qualche giorno fa mi aveva ispirato tè caldo e un buon dolce, oggi con il caldo estivo e l'idea di andare a fare un bagno, mi viene difficile scrivere di una ricetta tipicamente autunnale che si fa con le prime mele e le prime nocciole.
 Lo strudel con le mele lo annovero tra i miei dolci preferiti: una pasta sottile e friabile non dolce, che si sposa perfettamente con il sapore "caldo" delle nocciole, il leggero aspro delle mele e il dolce prorompente dell'uvetta, il tutto avvolto dal profumo morbido della cannella.

Mini strudel di mele (12 pezzi circa)

300 g di farina
1 uovo
80 g di burro + qualche noce per la spennellatura
1 limone e mezzo
2 kg di mele
100 g di zucchero di canna
cannella
100 g di nocciole non pelate e tostate, tritate grossolanamente
50 g di uvetta
zucchero a velo

Mettere  a mollo l'uvetta. Fondere il burro e lasciare intiepidire. Nel frattempo disporre a fontana la farina e mettere al centro l'uovo sbattuto con un pizzico di sale, il burro fuso e il succo di mezzo limone. Dovreste ottenere un impasto liscio e morbido. Formate una palla e lasciate riposare coperto, per evitare che secchi, a temperatura ambiente per mezz'ora - un'ora.
Prepariamo il ripieno: sbucciamo le mele e le tagliamo a fettine, le cospargiamo di zucchero, succo di limone e cannella.
Accendiamo il forno a 180°C.
Infariniamo per bene il piano di lavoro e suddividete l'impasto in due parti. Cominciate a stendere l'impasto con il matterello fino ad ottenere uno spessore sottile. Aiutandovi con le nocche che posizionerete sotto la sfoglia, cominciate a tirare ulteriormente l'impasto. La probabilità che l'impasto in alcuni punti si buchi è altissima, non disperate, rattoppatelo e proseguite fino ad ottenere un sfoglia quasi trasparente.
Tagliate la sfoglia in rettangoli e lasciando i bordi liberi, riempiteli con le mele, le nocciole, l'uvetta strizzata benissimo. Spennellate con un po' di burro fuso i lati lasciate liberi, ripiegateli sul ripieno e chiudete il mini strudel. Spennellateli ancora con un po' di burro fuso e disponeteli su una placca rivestita di carta forno. Lasciate cuocere per 20 minuti circa. Lasciate intiepidire e servite subito cospargendo di zucchero a velo. Sono buoni anche freddi.




lunedì 9 settembre 2013

già tutto parla di settembre e...coniglio in agrodolce


























Appunto, tutto parla di settembre tranne il mio blog, abbandonato al suo destino e non aggiornato da più di un mese, mai successo prima d'ora.
La pioggia, l'aria fresca, il caldo inaspettato che ritorna, quasi a darci una falsa speranza, la luce, il colore del mare, i programmi e i buoni propositi per l'anno che verrà (sono rimasta a quando andavo a scuola...), tutto parla di questo mese che adoro. E così finalmente, in una giornata leggermente ventosa trovo quel po' di tempo per tornare a scrivere su questo blog, non prima di aver preparato la colazione ai miei ospiti e fatto un giro per l'uliveto (quest'anno produzione minima). Ritorno con una ricetta tipica della mia zona. Non a caso ho scelto questo piatto, è stato molto presente nei menù estivi per i miei ospiti, assieme alla caponata, alla parmigiana e a tante altre cosette buone tipiche (e non solo) della mia zona. L'estate è stata intensa e impegnativa, mi sono tuffata in questa avventura del b&b e sono soddisfatta, anche se molto stanca. Ho conosciuto tante persone, ho in mente tanti visi, sguardi, una gran confusione linguistica in testa (mi è capitato di esprimermi, nella stessa frase, in francese, italiano, inglese e siciliano) e anche tante ricette: ho chiesto ai  miei ospiti di lasciarmi una loro ricetta, la ricetta dei loro ricordi d'infanzia o quella preferita o quella che gli riesce meglio. Un giochetto che tutti hanno apprezzato, anche chi con la cucina ha un rapporto quasi platonico, salvo il momento in cui mettono la tazza di caffè a scaldare nel microonde. Anche questa tipologia di persone aveva comunque un ricordo, legato a un sapore, a un odore che gli dava l'ispirazione per scrivere gli ingredienti della ricetta o anche solo il nome. Bello vedere le loro facce che si sforzavano di ricordare e poi, come per incanto, ecco la ricetta della zia, della nonna, di un piatto legato al paese d'origine dei genitori o dei bisnonni. Ancora l'avvventura non è finita e non so quanto durerà, perchè nella mia vita mai che ci sia qualcosa di definitivo. Mi sto abituando a questa incertezza e soprattutto cerco di portarmi dietro un souvenir di quello che è stato, non con nostalgia (sarebbe ingombrante) ma come un mattoncino che costruisce quella che ogni giorno divento o che sarò in futuro... ah già, si chiama esperienza.
Ho avuto delle soddisfazioni che hanno dato energia alla mia autostima sempre un po' sottotono, e comincio a crederci pure io che così male non sono ;-)))  qui parlano di me

http://thechicagochic.com/2013/08/25/sicily/

Le foto sono della mia ospite Nancy Rahman

Qui sotto, il mio allievo americano Tyson mentre lavora l'impasto per i ravioli. Altra bellissima esperienza.



























Così è passata la mia estate e adesso devo pensare a organizzare la festa del mio quarantesimo compleanno. è una data importante, non credete?
Ah già la ricetta. Il nome di questo piatto in dialetto è ''cunigghiu 'a stimpirata'', è molto profumato per via del sedano e della menta, lo si può arricchire con altre verdure e altri aromi e va mangiato tiepido o meglio, a temperatura ambiente (in caso ci si trovi d'estate) in quanto è in agrodolce e secondo me, questo tipo di combinazione da caldo non ha la stessa gradevolezza che si ha con una temperatura un po' più bassa.

Cunigghiu 'a stimpirata
1,2 kg coniglio a pezzi
2 carote
qualche costa di sedano (circa 60 g)
una cipolla
una manciata di capperi
2 spicchi d'aglio
una manciata di olive verdi
1 foglia di alloro
10 foglie di menta o qualcosa in più
30 g di aceto + qualche cucchiaio per lavare il coniglio
50 g di zucchero o una cucchiaiata di miele
un peperoncino
brodo se necessario
sale
pepe
olio

Lavate nell'aceto il coniglio. Tamponate bene con la carta da cucina. In un tegame fate scaldare un cucchiaio d'olio e rosolate per bene il coniglio, facendolo dorare. Fatto questo mettetelo da parte e nel fondo della rosolatura, mettete un cucchiaio d'olio se occorre, la foglia di alloro, l'aglio e il peperoncino tagliato in due. Fate insaporire per bene e aggiungete la cipolla affettata, la carota e il sedano tagliato a rondelle sottili. Lasciate cuocere per una decina di minuti in caso dovesse asciugare, aggiungete dell'acqua.
Togliete l'aglio, aggiungete il coniglio e le olive verdi a pezzetti. Coprite a metà con il brodo e lasciate cuocere a fuoco lento fino a che la carne del coniglio risulti tenera. Quando il tutto risulterà ben cotto e con poco liquido, aggiungete le foglie di menta, aumentate la fiamma e bagnate con l'aceto in cui avrete fatto sciogliere lo zucchero (o il miele). Fate evaporare bene e spegnete.
Laciate riposare per almeno 6 ore prima di servire. Questo è uno di quei piatti, come la parmigiana, la caponata, la peperonata e comunque tutti i piatti in cui vi sono tanti ingredienti, che hanno bisogno di riposo per gustarli al meglio. Questo lo spiego dicendo che tutti gli ingredienti hanno bisogno di conoscersi meglio tra loro per dare ognuno il meglio di sé e fare bene la loro parte, come in un'orchestra.

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