lunedì 22 agosto 2011

w la semplicità...aglio, olio e peperoncino
























so che sembra assurdo in un blog parlare di come fare la pasta più sbrigativa del mondo, eppure ognuno la fa in maniera diversa, aggiungendo magari qualche erbetta aromatica, come nel mio caso, chi mette il formaggio e chi no, chi la fa a crudo e chi prepara tutto in un tegame, chi aggiunge una dadolata di pomodoro fresco, chi completa con una grattata di bottarga e buccia di limone(indovinate chi è...in quel caso metto meno aglio)...
E' la pasta dell'amicizia, nel senso che spesso la si prepara quando arrivano degli amici affamati all'improvviso, o quando dopo una serata in giro, li s'invita per lo spaghetto di mezzanotte.
Devo scrivere la ricetta?!  ma no, magari dei suggerimenti: oltre alla  buona qualità delle materie prime (nella foto trovate il sig. Aglio Rosso di Nubia) abbiate cura di non fare soffriggere l'aglio con il peperoncino, ma scaldare l'olio lentamente, sufficientemente per farlo insaporire; io non metto formaggio, magari aggiungo delle erbe fresche come la menta e il basilico; per dare un po' di colore aggiungo un po' di pomodoro secco a pezzetti (capuliatu).
E voi come la fate?

domenica 21 agosto 2011

soggiorno a Parigi - prima parte
















nel post precedente vi ho parlato del viaggio che mi portava a Parigi, adesso vi parlo delle mie ultime ore in questa città perché sono state anch'esse segnate da un bellissimo incontro del tutto inaspettato.
Questi pochi giorni a Parigi sono stati intensi sicuramente per le emozioni. Questa città ti predispone l'animo ad accoglierne la bellezza poi ci si mette pure il caso, l'hasard, ed ecco che difficilmente potrò dimenticare le mie ultime ore parigine. La mattina, molto triste perché dovevo partire, mi arriva una telefonata di una persona che non sentivo da tanto tempo, scambiate le prime battute la informo che mi trovo a Parigi anche se solo per poche ore. Dall'altra parte del telefono sento prima qualche momento di silenzio e subito dopo un:
 – Non ci posso credere, anch'io sono a Parigi! 
Ripresami dallo shock dico – Pazzesco!! Sono in partenza però. – e aggiungo – Sentivo che dovevo rimanere qualche giorno in più! 
Facciamo subito  un rapido calcolo per conciliare l'orario della mia partenza e gli orari dei suoi appuntamenti e riusciamo a ricavarci un pranzo veloce in Rue Bonaparte, di fronte la chiesa di Saint Germain in un bellissimo ristorante, il cui nome non ricordo. Del pranzo  ho fotografato i dessert qui sopra.

giovedì 18 agosto 2011

viaggio a Parigi e "un ange sur le train"































devo ancora scrivere del mio soggiorno parigino. Ho ancora da sistemare le foto e poi dare un senso al tutto. Intanto, però, posso parlarvi di un incontro che non saprei come definire, ve lo racconto. Partita da Torino con il treno delle 8.00 e trovato il mio posto a sedere, cercai di collocare il mio trolley negli alloggiamenti appositi ma la mia schiena si rifiutò, avvertendomi con una fitta. Un giovane francese corse in mio aiuto, lo ringraziai moltissimo e mi sedetti al mio posto. Lui sedeva al finestrino opposto. Come ogni volta che mi trovo su un treno mi misi a scrivere, a pensare, a leggere, stavolta però riflettevo su un incontro avuto qualche giorno prima con un medico antroposofo. Si erano trattati vari argomenti ma parlando della dimensione spirituale si era colta  la mia incapacità a lasciarmi andare ad essa o comunque,  tale aspetto, in me, era sempre troppo circoscritto alla bellezza e quindi troppo ancorato alle cose materiali, magari anche le più eteree come la luce in settembre al mattino qui in Sicilia. In effetti come dargli torto? il mio atteggiamento nei confronti della bellezza è disperato, necessario!

mercoledì 17 agosto 2011

just married... e l'elisa dei muffins alle mele

Ho impiegato molto tempo prima di decidermi a scrivere questo post, perché trovo sia molto più difficile scrivere di cose belle, di emozioni positive, di serenità e poesia: il rischio è di risultare banali. il 6 agosto due mie carissimi amici, Maurizio e Simona si sono sposati. La scelta del luogo in cui hanno celebrato le nozze ha contribuito moltissimo a rendere ancora più unico questo momento, il giardino del Castelllo di Donnafugata, lungo il viale che porta alla coffe house, piccola struttura neoclassica che ha fatto da fondale durante la cerimonia e dopo ha accolto un piccolo rinfresco. Il sole cominciava a calare, lentamente, e una luce da incantesimo si posava su tutti noi, sposi felici, genitori commossi e amici partecipi e tutto si è ammantato di qualcosa di magico. Un benessere diffuso ha colpito tutti noi, sarà stato l'amore e la tenerezza dei loro occhi, l'atmosfera incantata del parco o la luce prima del tramonto che ricorda quella subito dopo l'alba, quando tutto comincia. Una dimensione altra, tutto era speculare, concentrico, un po' come "alice nel paese delle meraviglie" : se fosse spuntato il bianconiglio o la regina di cuori con i suoi soldati non mi sarei minimamente scomposta! L'officiante, caro amico degli sposi, ha reso ancora tutto più fatato con le sue parole commosse e commoventi che solo un amico sincero è in grado di esprimere. Durante il discorso  ci ha intrattenuto con qualche aneddoto riguardante la storia del parco e tra i personaggi citati mi ha colpito il nome di un nobile, il duca di Crescimanno di Albafiorita, che sembra il personaggio di un libro di Italo Calvino, il quale esattamente il 6 agosto di più di un secolo fa festeggiò proprio lì, nella coffe house, il suo compleanno.
Hanno chiesto anche a me di dire qualcosa e con non poco imbarazzo, mi sono “lanciata”...

domenica 7 agosto 2011

7 agosto 1952 - una giornata al mare e... le "patate 'ncupunati"



















oggi vi racconto una giornata al mare, risalente a un po' di tempo fa! Una maniera molto originale, forse, per non dimenticare racconti di mia mamma e di mio zio, storie "minime" di una famiglia in un' epoca che ha il gusto di foto in bianco e nero, ritmi lenti, grande speranze e piccole gioie. 
«Bobabba, Bobabba», disse il piccolo Zuddu chiamando la sorella il cui nome Rosalba veniva così affettuosamente stravolto, «bobabba, bobabba», continuò  a chiamare. La sorella sentì, tra un esercizio e l'altro al pianoforte, la voce del fratellino e già sapeva la causa di tale stato di eccitazione: papà aveva annunciato che il giorno dopo si sarebbe andati al mare, a Donnalucata. Per lei il mare, invece, rappresentava la certezza di una scottatura, la fastidiosa sabbia che s'infilava dappertutto e temeva più di tutto il viaggio in auto che lei e la mamma pativano tanto; senza contare quella fastidiosa lana del costume che intrisa di salsedine diventava abrasiva sulla sua pelle così delicata. Maruzzedda e l'autista Nino già discutevano su come organizzare il carico di tutto ciò che occorreva alla famiglia Moncada per trascorrere in maniera confortevole un'intera giornata al mare.

Due le auto in partenza: un'Ardea Lancia verde oliva guidata da papà e un'Augusta blu guidata dalll'autista. Quest'ultima era quella in cui si caricava tutto l'occorrente: dai teli ai vestiti di ricambio, dagli unguenti per le scottature ai secchielli e palette per il piccolo Zuddu, dai libri da leggere alle riviste; parte dello spazio veniva riservato alle ceste che accoglievano piatti, bicchieri, posate, una grande e candida tovaglia di lino corredata di tovaglioli; altre ceste custodivano il vettovagliamento adeguato alla lunga e stancante giornata al mare: uova sode, polpette di carne, polpette di melanzane, le patate 'ncupunate, frutta, qualche dolcetto di mandorle. Tale insieme veniva poi integrato dalle arancine di Santino Sampugna, il quale, in occasione del periodo estivo, lasciava la sua rosticceria vicino al Tribunale e trasferiva al mare la sua sapienza 'arancinesca' per la felicità di tanti modicani. La mattina si partiva presto e, caricato il tutto sotto l'occhio attento di zia Stella, la famiglia si distribuiva tra le due auto in partenza. Arrivati a destinazione, preso possesso delle cabine e delle sdraio prenotate, si creava un'area molto accogliente in modo che Zuddu, Rosalba e le altre due sorelle maggiori, Concetta e Giuseppina, potessero giocare e leggere in tutta tranquillità. La mamma si dedicava al lavoro all'uncinetto inframezzato dalla lettura di Mani di fata, rivista per signore a cui era abbonata da quando era ragazzina. Accanto a lei sedeva la zia che non perdeva mai di vista i nipoti sempre capaci, con i loro giochi e i loro scherzi, di combinare qualche guaio di cui lei, con il piglio pragmatico e operativo, trovava soluzione immediata. Dopo qualche bagno e qualche passeggiata arrivava l'ora di pranzo. Il papà per l'occasione aveva riservato metà di uno chalet che si trovava sulla spiaggia in modo da poter pranzare in totale tranquillità; ecco che in un attimo le assi grezze del tavolo venivano coperte dal lino bianco e resistente della tovaglia, bicchieri, posate e piatti venivano sistemati; posizionati al centro, i piatti di portata venivano scoperchiati e da essi si sprigionavano i profumi di tutto quel cibo che, zitto zitto, era rimasto lì a riposare dalla mattina, all'alba, quando Maruzzedda e la cuoca l'avevano preparato: l'odore solforoso delle uova, l'aroma della buccia di limone misto all'aglio delle polpette e quell'odore ricco e corposo delle patate 'ncupunate (incoperchiate) condite personalmente dalla mamma già la mattina per avere il tempo di prendere tutto il sapore e il profumo dell'olio, dell'origano, dell'aceto, del prezzemolo, della menta e del cipollotto tritatato fine.
Dopo  pranzo tutta al famiglia cadeva in un sonno fatato, con lo sciabordio del mare in sottofondo. Zuddu rimaneva sveglio, aspettava di poter fare ancora un bagno...quant'era lunga l'attesa e quant'era invitante quell'acqua azzurra e trasparente dove già da così piccolo con l'aiuto del papà, sgambettava felice e spensierato.

Patate 'ncupunati

2kg di patate
un cipollotto
olio extravergine d'oliva
mezzo cucchiaio d'aceto
sale
prezzemolo,origano, menta
Lessate le patate in poca acqua e con la buccia. Lasciatele raffreddare, sbucciatele e fatele a pezzi. Tritate finemente il cipollotto. in una ciotola sciogliete il sale con l'aceto sbattendo con una forchetta, aggiungete l'olio e continuate a sbattere, quindi aggiungete il prezzemolo tritato fine e l'origano e in ultimo il cipollotto e continuate a mescolare. Aggiugete alle patate e girate un po' per condire bene.
Sono un ottima soluzione come contorno alle grigliate estive, ai pic nic o aggiungendo delle uova sode diventa un piatto unico.
Io ne faccio una versione con un  condimento un po' diverso e comunque buono.
2 versione
1 scalogno
1 cucchiaino da the di miele
un bel po' di erba cipollina
mezzo cucchiaio di succo di limone
timo fresco,origano,maggiorana fresca, menta
scorza grattuggiata del limone
olio extravergine d'oliva
Nella ciotola metto il cucchiaino di miele e il sale, aggiungo il limone e sbatto con una forchetta e mano a mano aggiungo l'olio poi metto lo scalogno tritato fine, l'erba
cipollina tagliata piccolina, tutte le altre erbette, la buccia del limone e verso sulle patate.

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