martedì 14 giugno 2011

Sua maestà la parmigiana di melanzane

L’arrivo dell’estate coincideva con gli ultimi giorni di scuola, l’atmosfera inconfondibile della luce in giugno e l’odore di fritto della melanzana. 
Quando, fatte le ultime interrogazioni e svolti gli ultimi compiti in classe si trascorrevano le ore in totale serenità con i propri compagni, senza affanni o ansie, quasi dispiaceva lasciarsi per i tre mesi estivi e rompere quella quotidianità che da settembre ci aveva unito nelle gioie e nei dolori. 

La luce di giugno era particolare, ravvivava i colori, il sole era ancora clemente, non bruciava la visione delle cose, era ancora piacevole sul viso, sembrava un abbraccio quando colpiva le spalle; il caldo era ancora sopportabile e gli odori non erano esasperati, tutto appariva in equilibrio. 
Era in una di queste giornate magiche che il mio ‘naso’, mentre tornavo da scuola, percepiva già dalle scale di casa quell’odore inconfondibile delle melanzane fritte, che annunciava ufficialmente l’arrivo dell’estate.

A casa non si mangiavano melanzane e peperoni prima di giugno, in questo, mia nonna e poi la mia mamma, erano rigorose, la stagionalità era rispettata a vantaggio del gusto: “È il sole che dà il sapore alle cose” diceva mia nonna. 
Appena entrata in casa trovavo la porta della cucina chiusa, guai ad aprirla altrimenti l’odore di fritto si propagava per casa e non tutti gradivano; la mia mamma per l’occasione indossava una cuffietta o cappellino per coprire la testa e sul viso aveva quell’espressione di ‘donna votata al sacrificio pur di rendere felici i propri cari’: lei detestava quest’operazione e devo dire che la rendeva anche più irascibile. 

Tutto questo aumentava la sensazione di grande evento che ruotava attorno alla preparazione di Sua Maestà la parmigiana di melanzane. La frittura avveniva quasi sempre di sabato per poi mangiare la parmigiana la domenica a pranzo, perché il segreto della riuscita di questo piatto sta proprio nel riposo. Una volta completate le operazioni di frittura, preparazione dei vari ingredienti e composizione degli strati secondo un ordine preciso, capitava che avanzasse qualche fetta di melanzana che arricchiva il sugo di pomodoro e basilico per condire la pasta o farciva un buon panino francese con il sesamo e, a quel punto, io ero la bambina più felice dell’universo.

Il testo di questo post lo troverete nella rubrica 'di ricordi e di ricette' della rivista inSide Sicilia
Di versioni di tale ricetta ve ne sono svariate, scrivo di seguito quella che è per me la parmigiana di melanzane, è la ricetta di famiglia. 

Parmigiana di melanzane
Ingredienti
4 belle melanzane, circa 1,5 kg
750 gr di passata di pomodoro
2 spicchi d’aglio
basilico a volontà
una provoletta ragusana
150g diparmigiano grattugiato
4 uova sode
olio extra vergine d’oliva

Spuntare le melanzane, affettarle e cospargere ogni fetta con il sale, sistemarle in un colapasta e lasciarle riposare per circa un’ora. Se si utilizzano le melanzane tipo ‘violetta’ non ci sarà bisogno di fare tale operazione. Nel frattempo preparare la salsa di pomodoro: mettere in un tegame un po’ d’olio, con l’aglio, qualche foglia di basilico, aggiungere la passata e un po’ d’acqua, lasciare cuocere a mezzo coperchio per una ventina di minuti, a cottura ultimata, salare e aggiungere una manciata di foglie di basilico. Rassodare le uova. Cominciare l’operazione di frittura. Una volta fritte tamponare le fette con la carta da cucina.
Prendere una teglia di 20 cm di diametro, cospargere il fondo con un po’ di sugo, fare il primo strato di melanzane, mettere ancora un po’ di sugo, aggiungere pezzetti di provola, fettine di uova sode e spolverare con il parmigiano. Continuare fino a esaurire gli ingredienti ricordandosi di coprire l’ultimo strato con le fette di melanzana e un po’ di sugo.
Mettere in forno a 180°C per circa una ventina di minuti. Lasciare riposare a temperatura ambiente un po’ di ore o nella parte meno fredda del frigo una notte intera. Più riposa meglio è!


5 commenti:

  1. complimenti per il blog, riesci a stimolare tutti e cinque i sensi :)
    ...aggiunto tra i preferiti!

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  2. Caro hindoo, grazie della visita e del commento! appena potrò (sono in partenza) scriverò un post sulla giornata di domenica, l'idea però, era quella di scrivere un post più specifico dedicato a voi, magari al mio ritorno verrò a trovarvi in azienda!
    un caro saluto a te da estendere a antonio e giusto

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  3. Mmmmmmmmmm...magari assaporarla sotto una veranda con Ibla come panorama.......sarebbe perfetto.....

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  4. quando vuoi, sei la benvenuta :)

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  5. bellissimo racconto, e anche la parmigiana ha un suo perché, più di uno, un aspetto favoloso! mi piace poi cotta nella ciotola in quel modo.. spettacolo!

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